mercoledì, Settembre 9, 2026

“Hanami” di Giacomo Carnesecchi: un viaggio “in divenire” tra natura e creatività

PISTOIA – Un’installazione concepita per uno spazio ben definito, un viaggio immersivo nella natura con echi esotici della natura giapponese, un’arte in continuo divenire aperta ai contributi e alla creatività dei visitatori.

Sono molti i significati e le suggestioni che emergono da “Hanami”, la nuova mostra personale dell’artista pistoiese Giacomo Carnesecchi, attualmente visibile presso i locali della libreria Lo Spazio (via Curtatone e Montanara 20-22) fino alla fine del mese di maggio.

L’artista pistoiese Giacomo Carnescchi e alcune immagini della sua installazione “Hanami” presso la libreria lo Spazio di Pistoia (foto di Andrea Capecchi)

Giacomo Carnesecchi, artista e docente di disegno e storia dell’arte in una scuola secondaria di primo grado di Pistoia, dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte ha completato il suo percorso di formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ha seguito il corso di pittura del professor Borella. Partendo dall’interesse per la pittura, ha spaziato nel corso degli anni attraverso diversi linguaggi artistici ed espressivi, non rinunciando mai alla sperimentazione e dedicandosi anche alla scultura e alle installazioni. La sua arte si contraddistingue per lo studio sullo spazio e la dimensionalità e per la presenza di temi legati sia all’esperienza personale, sia alla riflessione sulla natura e sui problemi causati dall’inquinamento e dal riscaldamento globale.

In particolare la mostra “Hanami” in corso a Lo Spazio segna una novità in quanto è la prima volta che Giacomo si misura con strumenti artistici mai utilizzati prima, ovvero il decolorare e il ricamare.

Ma cos’è “Hanami”? “È una parola giapponese che indica l’osservazione e la contemplazione della fioritura dei ciliegi, è un termine molto specifico che si riferisce a questa azione ben precisa, cara alla cultura nipponica – spiega l’artista – ultimamente mi piace lavorare su progetti legati ai luoghi, e ho proposto a Mauro e Mario de Lo Spazio di realizzare un’opera pensata appositamente per la saletta del “bacaro”, ricevendo la loro approvazione. Si tratta infatti di un’installazione nata proprio per essere inserita in questo contesto, lungo le quattro pareti della saletta che ospita l’opera e ne diventa al contempo il suo contenitore”.

Da questa idea di un’installazione “site specific” appositamente progettata e realizzata per Lo Spazio, Giacomo ha trasformato in maniera radicale la saletta del bacaro, usata di solito come ambiente per la conversazione o per prendere insieme un caffè o un aperitivo.

“Sono partito dal bancone al centro – racconta – che ho rivestito con un telo di plastica blu, lo stesso telo che viene utilizzato in Giappone dalle famiglie per stendersi sui prati e fare una sorta di picnic mentre osservano la fioritura dei ciliegi. Ho voluto quindi ricreare un ambiente in cui tutti i visitatori che entrano nella sala si possono immergere, come se fossero improvvisamente trasportati su una radura in mezzo a un bosco di ciliegi in fiore. Lungo le quattro pareti della sala ho realizzato la foresta con un pezzo unico di telo di stoffa di circa 21 metri, cimentandomi per la prima volta con l’arte del ricamo”.

Con “Hanami” il visitatore non solo entra in questo bosco suggestivo ed evocativo, dalle varie tonalità cromatiche, ma ha la possibilità di “continuare” il lavoro dell’artista e aggiungere un “tocco personale” a un’opera che per la sua stessa natura è concepita per essere “in divenire” e in costante trasformazione. Chi vuole può proseguire il ricamo con fili di lana messi a disposizione dall’artista e aggiungere all’installazione la propria “mutazione della foresta”, dal momento che il bosco è un ambiente naturale in continuo mutamento: basta aggiungere un pezzetto di filo ed ecco che l’opera cambia forma.

“Hanami” resta aperta a ogni contributo personale e alla creatività del visitatore; come spiega Giacomo, “non è un’opera solo da osservare e da vivere passivamente, ma anche da creare attivamente, perché io stesso invito il pubblico a proseguire il cammino tracciato”.

Non manca infine un significato di denuncia e di sensibilizzazione sul grave problema del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sul mondo naturale: tra i molti “effetti collaterali” questo fenomeno vi è anche l’alterazione dei periodi di fioritura dei ciliegi in Giappone e in altri parti del mondo. È quindi un’occasione per riflettere sulla necessità di conservare e preservare queste “meraviglie della natura” e per comprendere l’importanza di assumere comportamenti atti a contrastare e limitare il cambiamento climatico.

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