QUARRATA – Domani, 27 gennaio 2026 l’Associazione di Volontariato Pozzo di Giacobbe compie 40 anni.
Un traguardo davvero importante per una piccola realtà associativa, che in tutto questo tempo ha saputo crescere e trasformarsi, rimanendo però ancorata al territorio e mantenendo sempre presente la sua missione: essere al fianco di chi fa più fatica, con dignità e impegno quotidiano.
Il Presidente del Pozzo di Giacobbe Emiliano Innocenti esprime i suoi auguri all’associazione in una lettera, tra memorie, riflessioni, e il ricordo di persone care alla storia del Pozzo.

I frammenti di una storia, lettera di Emiliano Innocenti
“Il 27 gennaio 1986 era un lunedì; chissà quale era lo stato d’animo delle 9 persone che firmarono l’atto costitutivo che sanciva la nascita dell’Associazione denominata “Pozzo di Giacobbe” con sede in Via di Lucciano 146.
Chissà come si immaginavano sarebbe stato il suo percorso e cosa sognavano in quei primi giorni. Molti di noi potrebbero provare a fare memoria del tempo e pensare quante cose ci sono state in questi 40 anni; molti di quelli che leggeranno non erano ancora nati; alcuni purtroppo non ci sono più. Il mio percorso nell’Associazione è iniziato nel novembre del 1994, quando la sede era già in Via Fiume 53, con il tirocinio in vista della partenza per il Servizio Civile come Obiettore di Coscienza Caritas. Molti dei miei amici di allora che avevano fatto scelta di rimanere nella leva obbligatoria ricevettero il congedo, risparmiandosi un anno di naja.
Chi invece intendeva fare il servizio civile, ovviamente, non solo non veniva congedato, ma anzi per una sorta di “dispetto” veniva chiamato a partire l’ultimo mese prima che scattasse il congedo automatico. Certo allora rimandare di oltre un anno la possibilità di entrare nel mondo del lavoro non mi fece molto piacere, ma oggi sono grato di aver fatto quella scelta che ha inciso profondamente sulla mia vita. In tutti questi anni ho incontrato volti e storie che hanno dato senso alla mia vita, hanno indicato la traiettoria dei miei giorni e mi hanno fatto capire da che parte stare: da quella di chi fa più fatica. In questi tempi complessi e cupi in cui ci sono cose enormi che si muovono sopra le nostre teste e che non siamo in grado di influenzare, mi sono chiesto cosa poter fare per non sentirmi smarrito ed impaurito. E la risposta che alla fine mi sono dato è stata quella che si deve fare il proprio dovere al meglio che si può, come il colibrì con la goccia d’acqua per fermare l’incendio, e che dobbiamo stare vicino alle persone che ci fanno star bene.
Ebbene, entrambe queste cose le trovo nel volontariato all’interno del Pozzo e nelle persone che lo frequentano; in quei luoghi trovo il senso della Resistenza come esercizio di cambiamento e di Giustizia; stare vicino a chi fa più fatica e aiutare con ostinazione le persone a trovare la propria strada e la felicità. Ostinazione e resilienza che non suonino come termini abusati, ma che misurino la volontà di non arretrare, e di presidiare i luoghi e i cuori sofferenti.
E allora oggi ci voltiamo indietro per rivedere questo lungo percorso, per mandare un abbraccio a chi lo ha attraversato a vario titolo, per dirsi anche che un po’ bravi forse lo siamo stati; senza ombra di dubbio siamo stati integri e fermi nei nostri princìpi, quelli che si riassumono nello slogan “con gli ultimi, tutti i giorni”. Il Pozzo di Giacobbe è stato, lo è e, sono sicuro sarà, la casa di tutti quelli che hanno sete, e di tutti quelli che vogliono dare da bere, restando umani, credendo nei sogni, non cedendo allo sconforto. Sono certo che rimarrà luogo di Bellezza; quella bellezza salvifica che, come diceva Peppino Impastato, è un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.
Desidero mandare un abbraccio a tutti coloro che in questi 40 anni hanno percorso le stanze di Via Fiume e a tutti quelli che hanno sostenuto l’Associazione in qualsiasi modo; ringrazio chi ogni giorno ci ha spinto a dare il meglio e chi ha saputo accettare anche i nostri sbagli; fare una lista sarebbe impossibile. Dico solamente Grazie a chi vuole ed ha voluto bene al Pozzo.
Permettetemi in ultimo un pensiero particolare per Maria Teresa Fois, che è stata la prima Presidente del Pozzo, la cui tenacia ed i cui valori hanno permesso la sopravvivenza e la crescita della Nostra Associazione; la ricordo nel suo rigore morale e nella sua tenerezza come guida fondamentale.
Per questi 40 anni sarebbe bello che chiunque voglia lasci un ricordo, un pensiero, una foto o un video che lo legano alla nostra (intesa come di TUTTI) Associazione: chi vuole può farlo scrivendo una mail all’indirizzo comunicazione@pozzodigiacobbe.com
E allora carissima Associazione di Volontariato “Pozzo di Giacobbe” auguri per questi primi 40 anni; non li dimostri…ad maiora semper”.
Per celebrare questo importante traguardo non faremo una semplice festa di compleanno, ma organizzeremo una serie di attività e di piccoli eventi che si svolgeranno durante tutto l’arco del 2026. Invitiamo tutta la comunità a partecipare all’iniziativa del ricordo personale legato all’Associazione scrivendo all’indirizzo dedicato, e a seguire le iniziative di quest’anno così speciale rimanendo aggiornati attraverso il nostro sito e i canali social. www.pozzodigiacobbe.com







