mercoledì, Settembre 9, 2026

I Centri di assistenza urgenza non funzionano, FdI chiede un cambio di passo

di Giacomo Martini

BOLOGNA – “Il modello dei Centri di assistenza urgenza (CAU) ha dimostrato grosse criticità. Nonostante le promesse della Giunta regionale e dell’ex assessore alla Sanità Raffaele Donini, gli obiettivi iniziali di riduzione degli accessi ai pronto soccorso sono stati completamente disattesi”.

L’ospedale Costa a Porretta Alto Reno

Lo afferma Marte Evangelisti, capogruppo di FdI alla Regione Emilia-Romagna.

A giudizio della consigliera, i CAU non hanno risolto il problema del sovraffollamento nei pronto soccorso, lasciando le strutture ospedaliere sotto pressione e creando ulteriori inefficienze. In alcuni casi, l’apertura dei CAU ha comportato la chiusura dei rispettivi pronto soccorso, privando intere comunità di un servizio essenziale.

“È necessario chiarire quale sarà il futuro di queste strutture – dice Evangelisti – e garantire che i territori penalizzati possano tornare a beneficiare di un sistema di emergenza-urgenza realmente efficace”.

Un giudizio, secondo Evangelisti, condiviso anche dalla maggioranza.

“Anche l’attuale assessore alla Sanità, Massimo Fabi, ha recentemente ammesso l’inefficacia del modello CAU e ipotizzato la loro chiusura – dice la consigliera -. Questo conferma che la Giunta Bonaccini ha fallito su tutta la linea nelle sue politiche sanitarie. Ora è necessario un cambio di passo da parte del presidente De Pascale. Per affrontare in modo strutturale le criticità della rete di emergenza-urgenza, Fratelli d’Italia richiede l’avvio di un approfondimento e di un’audizione in Regione sulla nuova riforma sanitaria, coinvolgendo tutte le parti interessate . Chiediamo che vengano ascoltati i rappresentanti delle sigle sindacali delle professioni mediche e sanitarie, tra cui Snami, Nursind, CISL FIP, CGIL, Aaroi e SIS 118, oltre ai presidenti degli Ordini provinciali dei medici e dei chirurghi e delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie (CTSS) dell’Emilia-Romagna. È fondamentale ascoltare anche i presidenti dei Distretti socio Ssnitari e i direttori delle Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie, così da raccogliere proposte e valutazioni utili a costruire una riforma efficace”.

Certamente il problema del sovraffollamento nei pronto soccorsi è diventato ormai endemico e si va aggravando sempre di più, soprattutto in realtà decentrate e meno assistite come la montagna; se poi a questo aggiungiamo le lunghissime liste di attesa per le visite specialistiche, appare chiara la gravissima situazione della sanità in generale segnata soprattutto dalle carenze professionali, medici ed infermieri. E’ certamente un problema di carenza di risorse che deve essere risolto in primo luogo dal governo, ma anche dai governi regionali che troppo spesso affrontano il problema affidandosi ad algoritmi o strategie del genere dimenticando che stiamo parlando della salute delle persone che non possono sempre essere considerate un numero da inserite nei bilanci annuali.

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