di Marzio Dolfi
PISTOIA – Una giornata dedicata al Golpe cileno a 50 anni dall’assalto alla Moneda. Un evento epocale che ebbe ricadute dirompenti in America Latina ma anche nel resto del mondo. In Italia ad esempio era il momento della proposta politica del ‘Compromesso storico’: i fatti cileni, le manovre della Cia, dovevano essere anche un segnale per cambiare rotta per chi voleva rompere gli schemi. E l’anno successivo ci fu poi il rapimento di Aldo Moro.

Un momento complesso dunque, occasione di un convegno organizzato dall’Archivio Roberto Marini ‘Oltre il secolo breve’ e dal Ministero della Cultura, con il sostegno del comune di Pistoia, di ‘Server Onlus’ e di ‘Futura Umanità’. Si parte dal Cile dunque, ma per arrivare all’Italia, come indica il titolo dell’iniziativa: “Il Cile e l’Italia a 50 anni dal Golpe”.
L’appuntamento è per venerdì prossimo, 22 settembre, alle 15.30 nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale.
L’andamento della serata ce lo illustra Roberto Niccolai, Direttore dell’Archivio Roberto Marini: le relazioni saranno tenute da Andrea Mulas (L’Utopia concreta di Salvador Allende), Diego Giachetti (L’11 Settembre della Sinistra extraparlamentare) e Alexander Hobel (Enrico Berlinguer ed il compromesso storico).
Seguirà quindi Stefano Bartolini che parlerà della Storia del murale di Monteoliveto soffermandosi sul recupero di una testimonianza fra le poche del genere in Italia. E’ previsto quindi un contributo dell’Ambasciatore cileno in Italia.

Il pomeriggio si chiude con l’intervento di Enrico Calamai, diplomatico prima in Cile e poi in Argentina. “Un personaggio che ha lasciato una traccia significativa – ci dice Roberto Niccolai – nei fatti cileni e dell’America Latina in genere per aver dato aiuto a centinaia di perseguitati politici e ai loro familiari prima durante il golpe cileno (quella italiana fu l’unica Ambasciata rimasta aperta in quei momenti drammatici) e cinque anni dopo in quello argentino”. Per questo è stato definito “lo Schindler di Santiago e Buenos Aires”.
I lavori del convegno si chiuderanno alle 19. Alle 20 l’iniziativa si sposta in Galleria Nazionale, dove verrà inaugurata una mostra di giornali d’epoca conservati presso l’Archivio Marini. Prevista anche una serata di degustazioni sudamericane (con prenotazione) e musiche latino-americane con la pratecipazione del gruppo “Puerto Sureno”.
“Abbiamo voluto puntare – sottolinea Giacomo Signorini – un convegno di studi, non un appuntamento rituale. Per questo la data è slittata dall’11 al 22. Non vogliamo solo celebrare il passato, ma proiettarci anche sul presente. Del resto il Golpe cileno doveva esser anche un segnale per l’Italia (come disse in modo esplicito Kissinger)”.
Un avvenimento dirompente insomma, oltre che tragico e sanguinario quello che iniziò con l’attacco alla Moneda l’11 settembre di 50 anni fa.
Merito dell’Archivio Roberto Marini è quello di tenere viva la riflessione. E del resto è questo un elemento che si aggira nel suo stesso Dna: le testimonianze che raccoglie – abbondanti, eterogenee e preziose – sono in Galleria Nazionale a disposizione di quanti hanno bisogno di trovare materiali per i loro studi o semplicemente per alimentare le loro curiosità per un viaggio nelle proprie radici.







