PRATO – Il Comune di Prato e il Tavolo di Distretto – l’organo di coordinamento tra amministrazione, categorie economiche e sindacati – hanno rinnovato e rafforzato la propria presenza a Ecomondo 2026, la principale fiera internazionale della green economy in corso a Rimini.

Inserita all’interno dell’area Textile District, la città di Prato sta raccontando la propria specificità e, come aveva fatto nella recente trasferta a Bruxelles, si presenta come modello a livello nazionale ed europeo per l’economia circolare, la gestione del riciclo tessile e le politiche di sostenibilità urbana.
Ieri, martedì 3 novembre, nella giornata inaugurale della fiera, si è tenuto l’evento “Prato Net Zero Textile District: la rotta verso la decarbonizzazione”. L’incontro ha fatto il punto sul percorso intrapreso dal territorio per coniugare gli obiettivi di neutralità climatica con la tenuta competitiva e occupazionale del distretto.
Ad aprire il dibattito è stato il sindaco Matteo Biffoni: “Il distretto tessile di Prato, il più grande d’Europa, non intende rinunciare alla propria identità manifatturiera. La neutralità climatica e la sostenibilità non devono rappresentare un costo da subire o tradursi in una decrescita, bensì integrarsi con la competitività industriale, la tutela del lavoro e la capacità produttiva del territorio. Per realizzare questo modello di sviluppo e dimostrare che sostenibilità e industria possono coesistere, occorre tuttavia il sostegno delle istituzioni italiane ed europee attraverso investimenti dedicati, normative ad hoc e risorse finanziarie adeguate”.
I lavori, moderati da Silvia Gambi, sono proseguiti con la presentazione degli scenari di decarbonizzazione al 2030, 2040 e 2050 a cura di Paolo Gentili (EY Italy Sustainability Consulting Partner) e Samuele Abagnato (ricercatore del Politecnico di Milano e dell’Università di Pavia), seguiti dagli interventi di Federica Marchionni (CEO di Global Fashion Agenda) e Mauro Scalia (Director Sustainable Businesses di Euratex).
A seguire, si è svolta la tavola rotonda intitolata “Decarbonizzare senza deindustrializzare: The Prato Value Proposition”, che ha visto un confronto tra l’amministrazione cittadina e le componenti economiche del Tavolo di Distretto.
Nel suo intervento, l’ assessora all’innovazione e sviluppo economico Benedetta Squittieri ha spiegato il valore dei dati emersi dal progetto Net Zero District: “A Ecomondo abbiamo presentato la nostra idea di sostenibilità — economica, sociale e ambientale — basata sul principio di decarbonizzare senza deindustrializzare. Con i dati del progetto Net Zero District, relativi all’impatto dei 10 milioni di euro destinati al distretto, dimostriamo che un utilizzo efficace delle risorse pubbliche supporta concretamente le micro, piccole e medie imprese manifatturiere nella transizione ecologica, accrescendone la competitività anziché penalizzarla. Conciliare tutela del pianeta, manifattura e sviluppo non è un’utopia, ma un’opportunità concreta che, dopo Bruxelles, abbiamo portato sul piano nazionale nella principale fiera dell’economia circolare.”
Al dibattito hanno preso parte: Fabia Romagnoli (presidente Confindustria Toscana Nord), Moreno Vignolini (presidente nazionale Confartigianato Moda e vicepresidente vicario Confartigianato Imprese Prato) e Cinzia Grassi (direttrice generale CNA Toscana Centro). Dal confronto è emersa con forza la necessità di promuovere a livello nazionale ed europeo regole chiare — dall’ecodesign alla responsabilità estesa del produttore (EPR), fino al passaporto digitale di prodotto e ai criteri End of Waste — affiancate da agevolazioni fiscali (come la riduzione dell’IVA sui materiali riciclati certificati) e sostegni contro i rincari energetici.
La presenza di Prato a Rimini costituisce anche l’occasione per rilanciare sul piano nazionale i contenuti del Position Paper 2026 – il documento strategico condiviso tra tutte le parti sociali all’interno del Tavolo di Distretto – e per presentare le più recenti innovazioni infrastrutturali del territorio, a partire dal Textile Hub realizzato da Plures spa. L’impianto, inaugurato a luglio 2026, è in grado di selezionare ed avviare al riuso fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno grazie a tecnologie avanzate di tracciamento e selezione delle fibre. Presso lo stand è inoltre rappresentata l’esperienza dell’associazione Cardato riciclato pratese, impegnata nel percorso per l’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP).



