PISTOIA – Un convegno pieno di riflessioni, numeri e stimoli quello che si è tenuto stamani in Sala Maggiore del Comune di Pistoia, dal titolo “RSA fra diritti e sostenibilità“, organizzato da Spi Cigil Prato e Pistoia, con istituzioni, tecnici e sindacati sui problemi che stanno investendo il mondo delle Residenze sanitarie assistenziali, con particolare attenzione all’impatto delle rette sulle famiglie e delle recenti sentenze di Tar e Cassazione. Tante le voci che si sono confrontate su questi temi, rappresentanti del sindacato, dei Comuni, dell’Azienda sanitaria, delle Società della Salute (Prato, Valdinievole e Pistoiese) prima delle conclusioni di Stefano Cecconi, segretario dello Spi Cgil nazionale.

“Una mattinata molto stimolante che ha posto al centro del dibattito il tema dell’assistenza alle fasce più anziane della popolazione e la necessità, come recita il tema dell’incontro, di tenere assieme diritti e sostenibilità – ha commentato il presidente della Società della Salute Pistoiese e assessore del Comune di Pistoia, Sandro Giannessi –. Ciò che emerge oggi a mio avviso è la necessità di innovazione, di andare oltre modelli consolidati e puntare al cosiddetto co-housing, a forme di convivenza fra persone anche di diverse generazioni e con esigenze diverse. C’è soprattutto da potenziare il settore dell’assistenza domiciliare che non significa assistere a casa persone sole senza rivedere la loro condizione – ha concluso Giannessi -: va costruita attorno a loro una rete di relazioni, un percorso intorno ai singoli pazienti e alle famiglie che preveda più punti di approdo, dai centri diurni alle tante possibili occasioni di socializzazione”.
“C’è un particolare bisogno di risposte residenziali per le persone più anziane ma c’è bisogno di sperimentare nuove forme di assistenza – è l’ulteriore riflessione di Maria Chiara Innocenti, direttrice della SdS Pistoiese -. Dobbiamo pensare il più possibile a RSA come strutture che al loro interno prevedano collocazioni diverse a seconda delle esigenze di chi ci vive, anche valutando l’ipotesi di rette differenziate, da modulare a seconda di criteri certi. Dobbiamo lavorare sempre più a proporre ‘prodotti’ diversi, adeguati ai bisogni dei cittadini, pur in un quadro economico difficile. Ma è proprio quando le risorse sono poche e tagliare è impossibile che si devono cercare soluzioni alternative, penso per esempio all’abitare collettivo, ad appartamenti dove possono convivere persone non della stessa famiglia. Le difficoltà di bilancio ci sono e ci saranno – conclude la direttrice – serve il massimo sforzo di fantasia per provare a superarle”.







