martedì, Novembre 3, 2026

Le proposte di CNA e Architetti per il Piano Operativo Comunale

di Riccardo Agostini
PISTOIA
– CNA e Ordine degli Architetti si uniscono per inviare al Comune di Pistoia proposte per il nuovo Piano Operativo Comunale.

CNA e Ordine Architetti nell’incontro di stamani

Interventi sulla viabilità, con un bypass sulla via Montalese a Santomato; lo sviluppo ad est della zona industriale di Sant’Agostino, con la creazione di un Hub per la Ricerca, Sviluppo e trasferimento dell‘innovazione e della tecnologia a servizio delle imprese nell’edificio della ex Mensa comunale; inoltre gli architetti propongono il recupero e la valorizzazione di edifici storici inutilizzati, con particolare riferimento a ben 6 conventi attualmente chiusi.

Queste le proposte principali che si inseriscono in un ben più ampio panorama di richieste da sottoporre all’amministrazione comunale. Il tutto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede CNA di Pistoia, alla presenza del presidente dell’area Toscana Centro, Emiliano Melani, di Massimo Iozzalli, presidente dell’area territoriale di Pistoia, della presidente dell’Ordine degli Architetti pistoiesi, Manuela Tizzi, e del sul collega Paolo Caggiano.

Particolare attenzione è stata posta anche sulla transizione energetica. “Questa deve essere – sostiene Emiliano Melani, presidente dell’area Toscana Centro – una grande occasione di sviluppo. Con il Piamo Operativo Comunale possiamo immaginare uno sviluppo ad est di Sant’Agostino, una implementazione delle infrastrutture, a cominciare dalla strada dei vivai, il nuovo casello e la variante montalese che potrebbe connettere due territori votati alla produzione. Al contempo si deve lavorare anche sull’innovazione e alla transizione ecologica, come, ad esempio, lo sviluppo dei pannelli fotovoltaici. Abbiamo un nostro studio secondo il quale se coprissimo tutti i capannoni delle nostre aziende raggiungeremmo l’indipendenza energetica. Queste pratiche bisognerebbe che avessero strade agevolate, per andare incontro anche al caro energia”. 

CNA e Ordine Architetti nell’incontro di stamani

Il presidente territoriale di Pistoia, Massimo Iozzelli, mette, invece, l’accento sulle esigenze del suo settore. “Secondo noi – precisa – c’è la necessità di rigenerare Sant’Agostino 1, che oramai ha assunto una valenza prettamente commerciale, per farlo diventare un quartiere modello alle porte della città. Andando in questa direzione, diventa importante Sant’Agostino 3 per dare sfocio alle attività produttive delle imprese. In questo modo diventerebbe importate il possibile utilizzo della Ex Mensa per farla diventare un hub per l’innovazione. Noi 3/4 anni fa avevamo proposto un progetto sui Data Center a Pistoia (nella zona del Dano ndr) che però per scelte strategiche della Regione non si è potuto concretizzare. Oggi sembra che questo sia una cosa di grande attualità. Forse, eravamo stati troppo precoci”.

Infine, Manuela Tizzi, presidente degli Architetti pistoiesi, sottolinea l’importanza della rigenerazione del centro storico.  “La prima cosa da fare – chiarisce – è il recupero del patrimonio e la sua rigenerazione. Lo scopo è quello di rivitalizzare il centro della città. In particolare ci potremmo concentrare sui conventi oramai in disuso, edifici pubblici che potrebbero essere restituiti alla collettività, sia dal punto di vista commerciale, o mussale. Ci sono edifici, come in via della Provvidenza (Oratorio delle Crocifissine ndr), che sono chiusi da moltissimi anni. Overturism? Ad oggi, Pistoia non ha questo problema, al contrario di Lucca e Firenze. Secondo noi, però, dovranno essere prese iniziative per tornare ad abitare, vivere e risiedere nel centro storico”.

Tra le tante proposte ha trovato spazio anche quella della riqualificazione delle aree collinari e montane. “Bisogna favorire e rafforzare – ha spiegato l’architetto Paolo Caggiano – la residenzialità permanente. Occorre incentivare il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio, incentivare le nuove forme lavorative e il mantenimento dei servizi essenziali. Altra proposta – conclude –  l’avvicinamento dei servizi al cittadino, creando le infrastrutture che permettano il raggiungimento di ogni settore della città e dei servizi fondamentali in un tempo ragionevolmente breve”. 

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