martedì, Settembre 8, 2026

Il Comune finanzia i privati: nessun danno erariale?

PISTOIA – L’Amministrazione comunale di recente ha concesso il patrocinio all’associazione “Galleria nazionale”; il patrocinio è accompagnato da un contributo di 20mila euro. Patrocinio e contributo sono finalizzati alla realizzazione di un progetto di riqualificazione a verde della Galleria nazionale dal costo di 60mila euro.

La Galleria Nazionale di Pistoia

Il progetto dell’associazione aveva già ottenuto un contributo di 40mila euro da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia nell’abito del bando “Piccole bellezze”.

Questo vuol dire che l’aps “Galleria nazionale”, che è associazione di privati, non metterà nemmeno un euro per la realizzazione del progetto. Un’anomalia secondo l’associazione Palomar nonostante “una quota di autofinanziamento sia sempre richiesta sia nei bandi Caript sia nei contributi comunali. Giustamente”.

A parere di Palomar, patrocinio e contributo comunale sono stati concessi dopo che l’associazione ha avuto il finanziamento da parte della Fondazione e la decisione del Comune è servita proprio a coprire le spese mancanti.

“Lo dice la delibera – spiega Palomar -, contravvenendo a un principio di corretta amministrazione. Ovvero, diverso sarebbe stato se il patrocinio fosse stato riconosciuto prima del bando Caript. In questo caso, invece, il Comune finanzia un progetto selezionato da altri, e si riduce alla funzione di bancomat per chi non ha i soldi per fare quello che vuole fare. Chissà quante altre associazioni potrebbero chiedere altrettanto e di più”.

Al di là delle dubbie procedure, l’importo, osserva l’associazione, è davvero significativo: è la soglia che fa scattare procedure di selezione pubblica per forniture e servizi. Qui si contribuisce direttamente a un soggetto privato, senza bandi, e senza richiedere rendicontazione puntuale delle spese sostenute.

“Il progetto di rigenerazione verde – dice Palomar – che, ripetiamo, costa 60.000 euro in tutto, prevede l’installazione di monitor, telecamere di videosorveglianza, ‘travi verdi’ per impedire l’accesso di mezzi pesanti in Galleria (è scritto proprio così) e un sistema di irrigazione per innaffiarle. È rimessa al semplice cittadino ogni valutazione su questa idea di rigenerazione. A noi sembra più un sistema di controllo a beneficio delle attività commerciali della Galleria (attività private, quindi, a scopo di lucro) con soldi pubblici”.

L’associazione Palomar parla di due pesi e le due misure del sistema dei controlli interni del Comune di Pistoia, “sistemi” che “balzano agli occhi: per gallerie dell’anima mai realizzate e contributi per luminarie mai erogati, gli amministratori precedenti sono stati indagati e messi a processo per 5 anni. Per contributi di tale entità a soggetti similcommerciali e già finanziati da altri, neanche il minimo sospetto di danno erariale? Ma ci chiediamo, in conclusione: c’è una forza politica, uno schieramento, che si candida con l’obiettivo dichiarato di mettere fine a questi mercimoni elettorali? Se c’è, noi stiamo da quella parte”.

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