PISTOIA – Una tragedia che ha segnato un’epoca, un fatto storico la cui memoria sta pian piano sbiandendo, sebbene il tema del nucleare sia tornato di strettissima attualità: sono passati quarant’anni dall’esplosione del reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl e dalla quasi immediata reazione dell’opinione pubblica italiana che nel 1987 con un referendum popolare sancì l’uscita dell’Italia dal nucleare. Ed è proprio di questo anniversario che si parlerà giovedì 16 luglio alle ore 21 all’Archivio Roberto Marini (Galleria Nazionale, 9) nel corso di un’iniziativa intitolata “26 aprile 1986 il disastro di Chernobyl. Un dramma non solo sovietico. Three Mile Island, Chernobyl, Fukushima con uno sguardo al presente e uno al futuro del pianeta” cui prenderanno parte Gianni Tamino (già deputato di Dp, tra i leader dei Movimenti antinucleare degli anni ’70 e ’80 e tra i promotori della raccolta delle firme per indire il referendum che sancì l’uscita del nucleare in Italia), Maurizio Da Re (attivista del movimento antinucleare già dagli anni ’70) e Fabrizio Bertini (esponente del movimento che bloccò il reattore sperimentale del Brasimone).
A coordinare la serata sarà Roberto Niccolai, direttore dell’Archivio Roberto Marini.
«Nel Deserto di Alamogordo, New Mexico ( USA) – spiega Fabrizio Bertini – 16 luglio 1945, ottantuno anni oggi, viene fatta esplodere la prima bomba atomica – the Gadget in gergo – e la Terra conosce insieme alla concreta possibilità dell’olocausto, un nuovo materiale estraneo alla natura, pericoloso e nocivo: il plutonio. Con il Trinity Test, a conclusione della fase di sperimentazione del ‘Progetto Manhattan’, nelle sabbie bianche del deserto ha inizio l’era nucleare (“Nucleocene, secondo Angelo Baracca), una strada senza uscita per l’ umanità. La possibilità di usare l’ energia contenuta nell’ atomo, frutto della ricerca tecnologica, viene progettata e finanziata con finalità militari e di guerra. Solo in un secondo tempo, si penserà di utilizzare l’ uranio e il plutonio per produrre calore ed energia elettrica».
Maurizio Da Re punterà invece la propria attenzione su quella che fu la via parlamentare al nucleare e i due referendum antinucleari.
Durante la seconda tornata di interventi i relatori analizzeranno l’approvazione del disegno di legge delega sul «nucleare sostenibile», varato dal governo a ottobre 2025, e quindi passato al Senato per l’approvazione definitiva prevista prima della pausa estiva.
Sul piano strettamente giuridico, sostengono i relatori, la legge sembra contrastare palesemente con la volontà popolare contraria al nucleare, espressa con i due referendum del 1987 e del 2011.
Informazioni e prenotazioni tel. 0573-766349 – info@armosb.org – Facebook «Archivio Roberto Marini – Oltre il Secolo Breve»







