PRATO – Si svolge Sabato 13 dicembre, alle ore 18.00, nel Ridotto del Teatro Metastasio (con ingresso libero) una giornata di studio e condivisione della storia e del futuro dell’area urbanistica del Fabbricone, a cura dell’urbanista Flavia Giallorenzo, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana.

Da settembre 2023, con l’avvio del processo partecipativo sugli interventi di riqualificazione urbanistica del polo culturale del Fabbricone e Fabbrichino di Prato, si è consolidata una attenzione della città all’area dei teatri, non più solo percepiti come spazi di cultura, ma anche come luoghi urbani. La proposta costruita da Comune e Fondazione Teatro Metastasio e la prosecuzione del progetto, finanziato su bando regionale nell’ambito dei fondi FESR 2021-2027, è un processo ancora in corso, la cui implementazione è attesa dalla città.
In questa fase di apparente attesa, si propone un appuntamento per ricordare alcuni momenti salienti delle origini del teatro Fabbricone, cosa rappresenta oggi il teatro e quali sono le sue molteplici attività per la città ed infine dove si colloca nel futuro, anche prossimo. Un viaggio quindi nei retroscena, non tanto dell’attuale processo di riqualificazione, quanto nel passato del teatro per riflettere sul presente e sull’immediato futuro.
Di fatto, le politiche pubbliche di dialogo tra la sfera pubblica e privata che si sono occupate nel passato e si occupano oggi del teatro Fabbricone sono esempi positivi di buona amministrazione, sia pubblica che privata: le straordinarie innovazioni ronconiane dentro e fuori il palcoscenico, il ruolo propulsore della Assessora Eliana Monarca, le strategie del piano Secchi possono esser motivo di riflessione per comprendere la profondità e l’eccellenza delle origini, nonché per vedere la potenzialità delle prospettive di cambiamento, del polo teatrale di Prato.
Ulteriore obiettivo della giornata è condividere, con i cittadini e le cittadine, le ‘criticità’ derivanti da una sfida alta come la riqualificazione urbanistica di un grande polo urbano, non solo a livello di quartiere, ma anche nella dimensione degli edifici e, soprattutto, del loro utilizzo da parte della Fondazione: una programmazione strutturata che deve trovare spazi temporanei diversi rappresenta un momento importante per la città tutta, uno sconvolgimento (momentaneo) che non solo preoccupa, ma anche entusiasma. Dato che anche il sistema teatrale è un sistema complesso, in un’ottica di resilienza, le parti che lo compongono si adattano alle sfide che appaiono all’orizzonte.
Questo viaggio, letteralmente e metaforicamente dentro il teatro Fabbricone, è presentato attraverso immagini di archivio e il racconto di ciò che la Fondazione promuove e di alcuni elementi conoscitivi del ‘backstage’ delle attività e degli spazi teatrali. Anche per chi frequenta il teatro ed è uso alle sue aree, avere accesso a queste informazioni è motivo di sorpresa e valore. Per chi non lo conosce è invece un primo approccio inedito e affascinante.



