PISTOIA – C’è un vecchio principio secondo cui le interrogazioni servono a fare chiarezza. Quella presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Francesca Capecchi, invece, sembra inseguire un obiettivo diverso: insinuare dubbi, sperando che qualcuno li scambi per prove.
Peccato che, quando si passa dalle allusioni agli atti e ai fatti, il castello costruito da Fratelli d’Italia perda rapidamente consistenza.
L’Associazione “Le parole di Hurbinek” è intervenuta pubblicamente per chiarire la propria posizione e i fatti raccontano una realtà molto diversa da quella rappresentata agendo in trasparenza sia nei rapporti istituzionali che con cittadine e cittadini.
Il bando oggetto delle polemiche è stato predisposto dalla precedente amministrazione. I contributi alle singole associazioni sono stati assegnati da una commissione comunale composta esclusivamente da funzionari del Comune, senza la presenza né dell’assessora Marica Setaro né di Massimo Bucciantini. Rammentare questi fatti rinforza il concetto di trasparenza.
E il sindaco Giovanni Capecchi ha ricordato un fatto tanto semplice quanto decisivo: Marica Setaro non è mai stata socia né ha ricoperto incarichi nell’APS Le parole di Hurbinek.
A quel punto sarebbe stato naturale prendere atto dei chiarimenti. Invece si continua a preferire la politica del sospetto permanente: “risulterebbe”, “sembrerebbe”, “potrebbe”. Se bastassero i verbi al condizionale per dimostrare qualcosa, avremmo abolito tribunali, commissioni e verifiche amministrative.
Sorprende anche che Fratelli d’Italia scopra improvvisamente una sensibilità assoluta per gli investimenti nella cultura proprio mentre questa Amministrazione dimostra, con i fatti, di volerci investire davvero. Il cinema all’aperto è tornato a Pistoia grazie a una scelta politica chiara: considerare la cultura non una spesa superflua, ma un servizio per la città. La cittadinanza, con le serate sold out, ha già espresso il proprio giudizio. Il comune si è trovato ad amministrare un problema gravissimo nel qui e ora: la possibilità che il popolo si trovasse senza un appuntamento storico come quello del cinema estivo all’aperto. Facendosene carico si è trasformato un problema in una possibilità che può essere già identificata come modello virtuoso (ed alternativo rispetto agli anni precedenti) da utilizzare nei tempi a venire.
Ancora più singolare è il tentativo di trasformare Le parole di Hurbinek in un caso politico. Parliamo di una realtà culturale nata nel settembre 2025 che ha da sempre scelto di collaborare con altre realtà cittadine, coinvolgendo studiosi, scrittori, giornalisti, artisti e centinaia di persone. Evidentemente secondo un’interpretazione, che condividiamo, della cultura come bene comune. Se una manifestazione di qualità diventa un problema solo perché qualcuno l’ha ideata prima di assumere un incarico pubblico, allora il rischio è scoraggiare proprio quelle energie civiche che tutti dovremmo valorizzare.
La trasparenza non si difende moltiplicando le insinuazioni. Si difende rispettando le procedure, affidando le valutazioni a organismi tecnici e spiegando le decisioni. Ed è esattamente ciò che è avvenuto.
Comprendiamo che fare opposizione possa essere complicato quando un’Amministrazione produce risultati concreti. Ma esiste una differenza tra il controllo politico, che è doveroso, e la ricerca ossessiva di casi che, una volta esaminati, si rivelano semplicemente inesistenti.
Noi continueremo a sostenere chi fa cultura, chi costruisce spazi di confronto e chi contribuisce a rendere Pistoia una città più aperta, curiosa e vitale. Intendiamo dire che apprezziamo e sosteniamo il lavoro dell’assessora Setaro in evidente discontinuità con i 9 anni passati. Se qualcuno preferisce cercare fantasmi negli atti amministrativi, noi continueremo a riempire piazze, biblioteche, giardini e sale con persone, idee e cultura. Perché è questo che interessa davvero al popolo.
AVS SCE Possibile










