CENAIA (PI) – Il terzo album in studio pubblicato lo scorso mese, la fortunata collaborazione con l’amico Zerocalcare, la stessa voglia di sempre di regalare al pubblico uno show divertente e spontaneo.
Giancane torna in tour quest’estate e fa tappa al Melasono Music Fest di Cenaia, in provincia di Pisa, per un concerto che unisce pezzi tratti dall’ultimo album “Tutto Male” e brani ormai diventati dei classici del repertorio del cantautore romano.
Il risultato è come sempre un autentico “spettacolo nello spettacolo”, una “festa in musica” tra battute fulminanti in romanesco, giochi con il pubblico, scherzi tra gli stessi membri della band e momenti di energia travolgente che contagiano allo stesso tempo la band e gli spettatori, uniti nel saltare e ballare al ritmo delle canzoni più amate.

Negli ultimi tre anni, infatti, la popolarità di Giancane è sicuramente cresciuta, e pur mantenendo sempre il suo stile informale, cordiale e “caciarone”, il cantautore romano è indubbiamente riuscito a farsi conoscere a livello nazionale e ad aumentare il proprio seguito di fan, anche di diversa età anagrafica.
Una delle ragioni è stata la “firma” da parte di Giancane, con i due brani “Strappati lungo i bordi” e “Sei in un Paese meraviglioso”, delle colonne sonore delle due serie animate realizzate da Zerocalcare e andate in onda su Netflix, che hanno riscontrato un grandissimo successo.
“In fondo per me si è trattato di un favore fatto ad un amico – racconta Giancane, intervistato prima del concerto – è stato molto “figo” lavorare con lui: ricordo che quando ho scritto il brano che ha fatto da colonna sonora alla prima serie, era un periodo di lockdown in cui mi sentivo particolarmente depresso e allora ho fatto uscire delle ansie e dei sentimenti che si sposavano bene con l’idea di Zerocalcare. Con lui è un piacere lavorare, il nostro è un rapporto diretto e senza filtri: non essendo un “tecnico” di musica, quando gli faccio ascoltare un pezzo lui dice semplicemente “mi piace” o “non mi piace” senza entrare in tanti tecnicismi. È stata una collaborazione che certamente mi ha dato una bella spinta, credo che Zerocalcare sia oggi uno dei migliori fumettisti italiani e fin dall’inizio ero certo che la sua produzione per Netflix avrebbe avuto successo”.
E poi c’è “Tutto Male”, un album “nato totalmente a caso, senza un progetto, un disco privo di senso”, come ammette ridendo lo stesso autore. In effetti rispetto agli album precedenti in quest’ultimo lavoro si nota, accanto a testi in tipico “stile Giancane”, la presenza di brani con sonorità e basi assai diverse, che spaziano dal rap alla house, dal rock al pop, in un “miscuglio” musicale che rivela la nascita spontanea e non programmata del disco. “La copertina riprende un famoso album di figurine dei calciatori – spiega l’autore – proprio a indicare che le canzoni qui contenute sono come tante figurine, una diversa dall’altra: undici tracce autonome, ognuna con un proprio senso, che spesso sono il risultato di un processo di elaborazione e scrittura durato anni. Ci sono brani che ci portavamo dietro già da un po’ di tempo, magari solo accennati o canticchiati, e che abbiamo deciso di incidere”.
Il concerto, inutile dirlo, è il solito show frizzante in cui Giancane e gli altri membri della band – Alessio Lucchesi, Michele Amoruso, Guglielmo Notari e Claudio Gatta – suonano e scherzano tra loro e con il pubblico tra gag, ingiurie in romanesco, battute politicamente scorrette: e il pubblico del Melasono, tra vecchi e nuovi fan, inizia a scaldarsi fin dai primi pezzi, mantenendo lo stesso entusiasmo nel corso delle quasi due ore di esibizione.
Ci sono quasi tutti i pezzi dell’ultimo album come “Uomo”, “Sarni”, “Papà Francesco”, “Non dormo più”, “Voglio morire”, “Cadi e poi cadi”, “Tuttucha”, oltre a brani molto amati come “Hogan blu”, “Limone”, “Disagio”, “Ipocondria”, “La solita estate” e l’evergreen “Vecchi di merda”. Tutti brani che tradiscono la vena ironica e sarcastica utilizzata da Giancane, osservatore acuto e disincantato della realtà che ci circonda, pronto a cogliere i vizi, le manie, le contraddizioni, le ipocrisie diffusi nella nostra società senza tanti moralismi ma con un sentimento diffuso di “disagio” e di estraneità.
Un viaggio che continua nelle prossime settimane con numerose tappe in tutta Italia.









