MONTALE – Il Partito Democratico Unione Comune di Montale, quale principale forza politica che compone la maggioranza, chiede al Sindaco e ai consiglieri comunali di farsi parte diligente per individuare soluzioni tecniche per consentire le modifiche dello Statuto di Montale, necessarie per l’indizione del referendum consultivo e/o altre forme di consultazione popolare quali strumenti utili per dar voce ai cittadini. In ogni caso, si chiede che il Sindaco e i consiglieri si facciano portavoce dell’istanza di sospensione della procedura di adozione del piano d’ambito formulata dalle minoranze, in modo tale da rendere effettivo il coinvolgimento e la partecipazione del Consiglio comunale, dei partiti e delle associazioni come promesso.
Solo così potrà essere davvero favorito il confronto democratico.
D’altra parte chi accusa il PD di Montale di scarsa chiarezza sulla posizione del termovalorizzatore forse non ha letto o ascoltato con attenzione quanto emerso dai comunicati e nelle assemblee pubbliche cittadine, nelle quali sono state espresse forti critiche alle linee d’indirizzo del piano d’ambito proposto dall’ATO Toscana centro, per aver individuato, quale unica soluzione per lo smaltimento dei RUR, la realizzazione di un impianto da 100.000 tonnellate annue sul sito di Montale, dove insiste quello attuale che dovrà essere smantellato, senza prevedere altre possibili sedi di localizzazione dell’impianto e/o alternative nel ciclo di smaltimento dei rifiuti.
Questa scelta non è condivisibile e di difficile attuazione, perché di fatto ritarda negli anni la possibilità di rendere l’ATO autosufficiente rispetto alla chiusura del ciclo di rifiuti. Difatti nella valutazione degli scenari viene ipotizzato l’avvio della gestione operativa del nuovo impianto nel 2032 – ovvero tra sei anni – lasciando peraltro aperto l’interrogativo di dove verranno portati i nostri rifiuti nel periodo successivo alla chiusura dell’impianto prevista nel 2029. Il nostro territorio, in tema di politiche ambientali, ha già dato non solo perché si è assunto la responsabilità di gestire l’impianto per quasi cinquant’anni, ma anche perché ha da sempre adottato comportamenti virtuosi che hanno permesso di oltrepassare, oramai da tempo, la soglia minima di legge del 65% di raccolta differenziata, posizionandosi nella graduatoria dei comuni toscani ad alta percentuale di riciclo. Per un principio solidaristico e per non vanificare le promesse elettorali fatte negli anni ai cittadini di chiusura dell’impianto, da ultimo prevista per il 2029, il PD di Montale intende lavorare per prestare osservazioni al Piano d’ambito, affinché siano individuate soluzioni diverse ed alternative rispetto a quelle fino ad oggi proposte, aprendo un confronto con tutti i partiti, associazioni e portatori d’interessi che vorranno apportare un contributo in tal senso.
Partito Democratico di Montale







