domenica, Luglio 26, 2026

Il PD di Montale: ‘sull’inceneritore che raddoppia facciamo un referendum consultivo’

MONTALE – Se mai si fosse allentata, torna in primo piano la discussione sul futuro dell’inceneritore di Montale.

L’inceneritore di Montale

E se possibile lo fa in modo ancora più acceso. Se non fosse troppo scontato, visto l’argomento di cui stiamo parlando, verrebbe da dire che il confronto si fa da caldo a infocato.

La recente assemblea di ATO Toscana Centro, con la presenza di 54 comuni su 65 e con il voto favorevole dell’89% dei presenti, ha approvato il cosiddetto “Scenario gestionale ottimizzato” che prevede la dismissione dell’attuale impianto di Montale entro il 2029, la bonifica dell’area e la realizzazione di un nuovo impianto della capacità doppia di quello attuale, destinato a passare dalle attuali 50.000 tonnellate annue di RUR (rifiuti indifferenziati residui) a 100.000 tonnellate.

Insomma l’inceneritore di Montale non solo resta, ma… raddoppia.

Il Partito Democratico – Unione Comunale di Montale – contesta l’approvazione del nuovo progetto, che vanifica e rende comunque difficoltosa la realizzazione di un effettivo percorso di partecipazione.

“Al contempo il PD di Montale esprime il proprio disappunto in merito alla decisione assunta dal Sindaco, il quale ha sostenuto in Assemblea, suffragato da un atto di giunta, una posizione netta – e non certamente interlocutoria – manifestando un assenso alle linee d’indirizzo espresse allo ‘Scenario gestionale ottimale’, omettendo una discussione approfondita in seno all’organo d’indirizzo politico a ciò deputato, ovvero al Consiglio Comunale, né un reale ascolto delle perplessità emerse nell’assemblea degli iscritti e simpatizzanti riunitasi in data 27 maggio 2026. È evidente che questo metodo non favorisce la partecipazione e la condivisione.

Infine chiediamo al Sindaco se l’Assemblea dell’ATO ha approvato quegli indirizzi espressi dalla delibera di giunta cui avrebbe dovuto essere subordinato l’eventuale preventivo assenso.

Tuttavia, visto l’esito del voto, la questione non pone problemi solo al PD montalese ma a tutte le forze Progressiste che compongono le maggioranze nei comuni della Piana e in Regione”.

La nota Dem critica quindi, partendo da questa premessa, “un Piano industriale che prevede una sola soluzione per lo smaltimento dei RUR, consistente nella realizzazione di un impianto da 100000 tonnellate annue, per giunta sul sito di Montale, dove insiste l’impianto attuale che dovrà essere smantellato.

Il tema centrale, richiamando quanto espresso dal limitrofo Comune di Montemurlo, non è il No ideologico e anacronistico agli impianti che sappiamo essere dotati di tecnologie avanzate, ma il rispetto dei territori e l’effettiva attuazione delle politiche ambientali e di riciclo”.

La scelta, secondo il PD di Montale “di fatto rinvia di anni la possibilità di rendere autosufficiente l’ATO rispetto alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Il Nostro partito ritiene la discussione ancora aperta e, come già ribadito in più occasioni, anche in campagna elettorale, si mostra favorevole all’attivazione di uno strumento di partecipazione popolare come il referendum consultivo previsto dallo Statuto Comunale”.

E in questa direzione auspica “che la nuova fase possa aprire una riflessione politica complessiva e profonda tra le forze Progressiste, evitando campanilismi e atteggiamenti volti unicamente ad addossare responsabilità e colpe, ma collaborativi e fattivi per l’individuazione di scelte comuni, dettate dalla logica di amministrare per gli interessi dei cittadini e di consentirne l’effettiva partecipazione alla vita democratica”.

(m.d.)

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