mercoledì, Settembre 9, 2026

Il “pop d’autore” di Nada emoziona il Politeama Pratese

PRATO – Le emozioni di una voce femminile che ha attraversato i decenni e le generazioni, il piacere di compiere un viaggio musicale costellato da grandi successi.

È il “pop d’autore” di Nada, che nonostante il momento non facile per gli artisti e tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo e della musica dal vivo – tra restrizioni, capienze ridotte, concerti rimandati o cancellati – non ha rinunciato ad “abbracciare” il pubblico del Politeama Pratese, quasi chiedendo “scusa per il ritardo” (il concerto era previsto in origine nel febbraio 2021, prima di essere più volte riprogrammato) e ripagando gli spettatori con un’ora e mezza del suo repertorio.

Un primo piano di Nada in concerto al Politeama Pratese (foto di Giovanni Fedi)

La cantautrice livornese ha ripercorso i successi che l’hanno resa celebre soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta, grazie alle numerose partecipazioni a eventi e programmi musicali come “Canzonissima”, “Festivalbar” e “Un disco per l’estate”, oltre al trionfo al Festival di Sanremo del 1971 con “Il cuore è uno zingaro”, in coppia con Nicola Di Bari.

Giovanissima, non ancora sedicenne, Nada debutta al Festival della canzone italiana già nel 1969, conquistando la quinta piazza finale con il singolo “Ma che freddo fa” (in collaborazione con i Rokes), brano che negli anni successivi sarà destinato a riscuotere un ampio successo, diventando uno dei “cavalli di battaglia” e dei singoli più amati della cantautrice.

Ma l’appuntamento con Sanremo è solo rinviato di due anni: la vittoria al Festival rende la giovane Nada nota al grande pubblico, e segna l’avvio di una carriera artistica brillante e precoce, destinata a rendere la cantautrice, nei successivi due decenni, una delle voci femminili italiane più apprezzate in patria e all’estero.

Gli anni Settanta segnano l’approdo alla canzone d’autore, grazie alle influenze e alle collaborazioni con artisti come Ciampi, Conte, Venditti, Cocciante e Baglioni: una fase di nuove sperimentazioni e di incontri musicali per la cantautrice, anche se alcuni lavori non raggiungono i traguardi sperati a livello discografico.

A partire dal 1978 Nada torna a un repertorio di musica più “leggera”, senza mai però abbandonare mai la canzone d’autore, che continuerà a sperimentare negli anni Novanta e Duemila. Altro “anno magico” per la cantautrice è il 1983, con la vittoria al Festivalbar con “Amore disperato”, brano che diventa il tormentone dell’anno e una delle canzoni-simbolo degli anni Ottanta, e che segna la definitiva consacrazione dell’artista.

Nada in concerto al Politeama Pratese (foto di Giovanni Fedi)

Anche nel corso del concerto pratese Nada ha ripercorso la sua “storia” musicale, con pezzi da “Guardami negli occhi” a “Luna in piena”, da “All’aria aperta” a “Senza un perchè”, oltre ai già citati “Ma che freddo fa” e “Amore disperato”.

Capelli sciolti, lungo vestito nero, Nada si posiziona al centro del palco del Politeama, accompagnata solo da un chitarrista per un concerto intimo e semi-acustico: ma anche in assenza dell’orchestra e a dispetto dell’età, nella voce e nella passione per la musica Nada è ancora oggi quella ragazzina di quindici anni che si rivelò al pubblico per il suo grande talento. E ripercorrendo la propria carriera, che s’intreccia con le vicende personali della giovinezza, l’artista non ha nascosto l’emozione di ricordare con affetto la madre, sua prima “sponsor” e sostenitrice del suo innato talento musicale.

Una serata applauditissima, che ha “costretto” Nada a un “doppio bis”.

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