mercoledì, Settembre 9, 2026

Il pronto soccorso rischia il collasso ma la Regione non può assumere

PISTOIA – Non è ancora al collasso ma poco ci manca. Al pronto soccorso di Pistoia gli accessi dei pazienti stanno aumentando in analogia con quanto sta accadendo nelle altre strutture ospedaliere. Gli accessi maggiori riguardano persone anziane con patologie respiratorie, fragili e malati cronici.   

L’Azienda per sopperire alla carenza dei medici della medicina d’urgenza ha messo in atto diverse soluzioni organizzative e tra queste l’integrazione tra gli specialisti della medicina d’urgenza, medicina  interna e della geriatria per la gestione clinica precoce dei pazienti che arrivano al pronto soccorso, tale progetto è attivo anche al San Jacopo.

“Non risulta invece al momento carente l’organico infermieristico – sostiene l’Asl -, come dovrebbe essere noto al Nursind: anche il pronto soccorso di Pistoia è stato rinforzato rispetto ad altri contesti operativi.

Il Nursind aveva denunciato la grave situazione del pronto soccorso del San Jacopo. “L’altra mattina – spiega la dirigente Francesca Terzaroli – erano quasi 50 le persone presenti in pronto soccorso. Un dato che purtroppo non si può considerare eccezionale, visto che sono diversi giorni che fin dalle prime ore della mattina gli utenti in attesa superano le 30-40 unità. Il rischio è che la situazione peggiori ulteriormente proprio nel periodo natalizio. Il personale infermieristico è allo stremo da anni e senza nuove assunzioni è costretto a gestire l’afflusso di questi giorni con le poche forze a disposizione. C’è chi ha trascorso quasi 48 ore al pronto soccorso del San Jacopo per terminare il ciclo di esami e visite necessario e chi è stato costretto ad attendere per un giorno intero che si liberasse un posto letto in reparto per poter essere ricoverato”. 

Purtroppo – prosegue Terzaroli – le stanze ‘bolla’ non bastano più. I colleghi ci segnalano reparti che ospitano fino a 5-6 positivi, con l’evidente difficoltà per il personale sanitario di dover gestire non solo i pazienti ma anche le molteplici operazioni”.

“Per le assunzioni – replica l’Asl – è ormai ampiamente risaputo che la Regione Toscana non può procedere nell’assumere nuovo personale nel rispetto del decreto ministeriale”.

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