PRATO – Due mila chilometri in 100 giorni, a piedi e in compagnia della fidata cagnolina Tosca. E’ il viaggio-simbolo di Gianluca Mantovani, pratese affetto da patologie croniche, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle patologie autoimmuni e croniche.
L’iniziativa è iniziata lo scorso 29 marzo con partenza da Lampedusa, ”luogo simbolico di chi ha bisogno d’aiuto, nonché estremità nel sud dell’Italia”, come spiega Gianluca. Tra pochi giorni, l’ 11 maggio, taglieranno il traguardo dei 1000 chilometri ad Ansano, nel foggiano, dove ad accoglierli ci sarà tutta la comunità.
Lungo il cammino fatto fino ad ora, nonostante qualche imprevisto con la sentieristica, Gianluca racconta di aver incontrato luoghi e persone meravigliose. “Abbiamo scoperto l’amata Sicilia, fatta di persone splendide e territori affascinanti con scorci da mozzare il fiato – racconta – Abbiamo trovato sempre persone disponibili ad aiutarci e a portarci in luoghi più sicuri e percorribili, donandoci vitto, alloggio e tanta solidarietà”.

Tra questi Don Benedetto, che ha ospitato Gianluca e Tosca dopo la visita a Zervò, all’ex sanatorio trasformato in comunità per tossicodipendenti. Nicola e Domenico, che lo hanno accolto nel loro rifugio, offrendogli ristoro. Gino di Catanzaro, che ha introdotto il viaggiatore pratese nella sua azienda agricola, facendogli provare i prodotti tipici del territorio. Angelo, che nel Reventino ha fatto da guida a Gianluca, che confida: “Non è stato facile lasciarlo, è come se avessimo lasciato un carissimo amico con cui abbiamo condiviso sogni”.
A San Demetrio Corone il sindaco ha tenuto un comizio in piazza per festeggiare Gianluca, poco prima che si dirigesse verso Castrovillari, dove ha avuto la possibilità di fare le sue abituali terapie legate alle malattie autoimmuni di cui soffre. Con Peppone di Castelsaraceno, col quale Gianluca e Tosca hanno attraversato il ponte tibetano più lungo al mondo.
Poi i luoghi. Nel parco dei Nebrodi Gianluca ha dovuto fare i conti con la neve e il vento per poi ammirare le prime fioriture sotto il tepore del sole primaverile. “Come a ricordarmi – dice – la bellezza delle varie fasi della nostra vita”. Nell’Aspromonte “ci siamo scontrati con il problema del randagismo e della sporcizia causata dall’uomo. Fa male vedere l’uomo contro l’ambiente, dimostra ignoranza verso se stesso e gli altri. Però anche in questa regione ha vinto la bellezza delle persone impegnate nel sociale”. Poi il Parco della Sila, paesaggio per i viandanti più esperti: “ci ha ricordato un po’ il Cammino di Santiago sia nel paesaggio che nell’altruismo delle persone incontrate”.
E’ “un viaggio fatto di emozioni, sensazioni, bellezza, natura, solidarietà e lentezza, mix perfetto per avere la forza di continuare a raccontare di un’Italia accogliente e di un modo diverso di curarsi o rallentare le malattie, perché è certo che camminare a stretto contatto con la natura salva, guarisce, illumina”.
È possibile seguire il viaggio dei Vagamonti sui social Facebook e Instagram digitando “Vagamonti”, oppure sul sito www.vagamonti.it È ache possibile sostenere il lungo viaggio di sensibilizzazione alle malattie autoimmuni di Gianluca Mantovani e l’associazione Vagamonti APS, che diventerà portavoce di queste malattie silenziose, donando all’Iban: IT24Y0306909606100000186422.



