mercoledì, Settembre 9, 2026

In ricordo delle vittime del bombardamento di Piteccio

di Sezione Anpi ‘Valoris Poli’

PISTOIA – Quest’anno siamo chiamati tutti ad un impegno costante, quasi giornaliero, di memoria. Sono gli 80 anni dalle più efferate stragi nazifasciste (Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine); a Pistoia si ricorda l’Eccidio del Padule di Fucecchio, l’uccisione di Silvano Fedi, i Martiri della Fortezza – fra cui il nostro Valoris Poli.

Come Sezione ANPI ci siamo interrogati molto sulla funzione della memoria e su come fosse giusto – anche in questa giornata – ricordare gli uomini, le donne, i bambini che furono le vittime del bombardamento del 28 aprile. Abbiamo riflettuto sulle giuste ragioni e sulla necessaria dignità da recuperare per ognuno di loro e per questa comunità.

Ci sembra, allora, che la sola dimensione della privata compassione, cui pure riconduce il loro essere vittime incolpevoli e pur cristianamente doverosa, non possa – da sola – garantire per loro e per noi una memoria “giusta”. Alla nostra gente va invece – e soprattutto – riconosciuto il ruolo di protagonisti della Storia e di testimoni di quella Resistenza da cui è nata la nostra democrazia e la nostra Costituzione. Quella Resistenza che fu agita da molti: partigiani, militari, popolazione civile appunto.

Monumento in ricordo del bombardamento del 28 aprile di 80 anni fa

Oggi più che mai è necessario che la loro morte sia letta in una nuova dimensione, pubblica e politica. Perché di fronte all’addensarsi delle nubi fosche e minacciose di una nuova guerra mondiale, la loro memoria deve essere un monito per una ricerca costante e incessante di pace da parte di tutti.

E poi ci sono le giuste ragioni storiche. Il bombardamento aereo su Piteccio non fu un errore strategico: fu la tragica e inevitabile conseguenza di un conflitto in cui l’Italia tutta fu trascinata dalla dittatura fascista.

Don Lorenzo Milani, uomo di pace che metteva a guida del suo magistero il Vangelo e la Costituzione, nel ricordare le molteplici guerre che videro protagonista, colpevolmente, l’Italia per oltre un secolo parlò – nelle Lettere ai Cappellani Militari – di una sola guerra giusta (se guerra giusta esiste): la guerra partigiana. “L’unica – scrisse – che non fosse offesa delle altrui patrie, ma difesa della nostra”.

E allora è nostro desiderio pronunciare oggi pubblicamente – insieme ai nomi dei 38 civili uccisi nel bombardamento – altri nomi: quelli di donne, uomini, ragazzi e ragazze che in queste valli furono trucidati per mano di milizie naziste e fasciste con sommarie esecuzioni, rastrellamenti, feroci rappresaglie.

Perché esiste un unico sangue che tinge queste terre ed oggi noi vogliamo onorarlo in un unico ricordo, dalla parte giusta della storia.

Valoris Poli,

Virgilio Ciani,

Dino Ciani,

Mario Bartolozzi,

Uliviero Menichini,

Francesco Nardi,

Vannino Vannucci,

Vittorio Gori,

Pietro Tronci,

Rina Rami,

Giulietta Franceschi,

Silvano Nelli,

Albina Grechi,

Luisa Pasquali,

Faliero Pucci,

Giuseppe Signorini,

Dorindo Nicodemi,

Alfredo Ballotti,

Graziella Fanti,

Ludovico Venturi

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