VICOPISANO – Al fine di valutare gli effetti delle ricadute delle sostanze sprigionate durante l’incendio, i campioni di vegetali, confezionati in doppio sacchetto di plastica, sono stati consegnati direttamente al Laboratorio ARPAT Area Vasta Costa di Livorno per la ricerca di IPA, PCB, Diossine e Furani.

In data 10 giugno 2026, sono stati prelevati ulteriori campioni di vegetali nella zona posta a Est dell’incendio (punti 4, 5 e 7).
E’ stato prelevato anche un campione di foglie di vite selvatica, costituente il bianco, nella zona Nord di Cascine di Buti, alle seguenti coordinate N: 43.74182, E 10.62791.

Qualità dell’aria rilevata dalle centraline di monitoraggio
Le centraline di rilevazione della qualità dell’aria più prossime all’area dell’incendio sono le due centraline ARPAT posizionate a Pisa e a Santa Croce sull’Arno, rispettivamente a circa 10 km a ovest e 15 km a est da Lugnano. Di seguito si riportano i grafici relativi ai dati orari della concentrazione di Biossido di azoto (NO2, Valore limite: 200 µg/m³ stabilito dal D.Lgs.155/2010 – Allegato XI) delle due centraline di Pisa e Santa Croce e la media giornaliera di pm10 (Particolato PM 10;Valore limite: 50 µg/m³) e PM2,5 (Particolato PM2.5; Valore limite: 25 µg/m³) della centralina di Pisa; la centralina di Santa croce per questi parametri ha un andamento analogo.
Dai grafici si osserva per l’NO2 un lieve incremento fino a un massimo di 25 µg/m³ in concomitanza con lo sviluppo della colonna di fumo. Le oscillazioni sono legate alla variazione dei venti tra giorno e notte. I valori restano comunque sempre abbondantemente al di sotto del limite di legge di 200 µg/m³.
Per quanto riguarda le polveri, rappresentative del particolato veicolato dalla nube dell’incendio, evidenziano un lieve innalzamento delle concentrazioni, sopra 20 µg/m³ per le PM10 e fino a 14 µg/m³ per le PM2,5, largamente inferiori ai limiti (Particolato PM 10 – Valore limite: 50 µg/m³ e Particolato PM2.5 – Valore limite: 25 µg/m³). Tenendo conto dei valori di legge è ragionevole affermare che l’evento è probabilmente responsabile di tali innalzamenti ma con incrementi di particolato scarsamente significativi, presso la stazione di misura.

Sopra un’immagine del satellite Sentinel del giorno 8/6/2026 durante il quale si è avuto il massimo sviluppo della nube. Nonostante quest’ultima sia ben distribuita sulla città di Pisa gli effetti di ricaduta sono comunque risultati assenti.
ARPAT provvederà a effettuare campionamenti anche nei comuni limitrofi per avere dati anche su aree più lontane e potenzialmente interessate dalle polveri ricadute dall’incendio, seppure in maniera meno significativa.
Nei prossimi giorni, l’Agenzia fornirà ulteriori aggiornamenti.





