ROSIGNANO (Livorno) – Ancora un incidente mortale sul lavoro. E’ accaduto stamani in un’azienda metalmeccanica a Rosignano (Livorno).

La vittima, di origine straniera, trentenne, lavorava per una ditta esterna: sembra stesse effettuando un sopralluogo sul solaio del capannone quando è caduto da un’altezza di circa 6 metri, finendo sopra un macchinario.
Le cause sono ancora da definire. Certo è che per l’operaio, nonostante i soccorsi tempestivi, non c’è stato niente da fare. E’ morto sul colpo.
Sul posto sono intervenuti i funzionari del dipartimento prevenzione, con i vigili del fuoco e le forze di polizia.
Giani e Lenzi: “Sempre più urgente un impegno condiviso”
“Una nuova tragedia a distanza di pochi giorni da quella di Altopascio, che evidenzia ancora una volta quanto sia necessario e sempre più urgente l’impegno condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali per la sicurezza e la diffusione della cultura delle sicurezza sui luoghi di lavoro”. Così il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore al lavoro Alberto Lenzi, commentando la tragedia di questa mattina.
“Di fronte alle morti sul lavoro non dobbiamo né rassegnarci, né abituarci, perché non possiamo continuare ad accettare che il lavoro costi la vita”, osservano Giani e Lenzi, che aggiungono: “non bastano le parole: servono investimenti, innovazione, controlli, formazione continua e una responsabilità condivisa per costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri”.
“La Toscana, nell’ambito delle sue competenze, non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia e intende continuare a investire per rendere i luoghi di lavoro più sicuri”, sottolinea l’assessore Lenzi, ricordando il recente stanziamento di 2 milioni di euro di risorse europee per la formazione aggiuntiva. “Di pari passo – conclude – bisogna continuare ad operare sull’innovazione, attraverso esperienze di applicazione della robotica e dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi più rischiosi, perché la tecnologia può salvare la vita, se viene messa al servizio della sicurezza”.





