lunedì, Giugno 22, 2026

Jampa Capolongo, dal viaggio le nuove ispirazioni per la sua musica

di Elisabetta Branchetti

FIRENZEJampa Capolongo nasce a Udine da genitori napoletani, ma la Toscana è la sua terra d’adozione da oltre venti anni.

Jampa Capolongo

Carattere curioso, ama le storie della vita e delle persone e le prova a raccontare fin da quando era piccolo, sui banchi di scuola. Viaggiare è il modo più rapido che conosce per tuffarsi letteralmente in altre culture, trovare ispirazione e nutrire l’anima di nuove energie. Una volta leggeva di più e guardava più film, ma lettura e il cinema sono ancora passioni vive.

Molto estroverso, ama la socialità , osserva con curiosità il brulicare delle cose che accadono, tende a intrecciare il traffico anche se da qualche anno vive distante dal centro di Firenze e ammette che poi non è così male.

Preferisce una bugia vera a cento verità false. Meglio un amico sincero che cento conoscenze: uno spaghetto alle vongole fatto bene e un buon vino bianco, in genere gli fanno vedere le cose meglio e da nuovi punti di vista.

Come e quando è nata la passione per la musica?

Fin da piccolo ho avuto sempre una predilezione per il canto e la scrittura. Ho cominciato molto presto a cantare, imitavo i cantanti da un un balcone di un appartamento al dodicesimo piano facendo finta che fosse un palco. Per la felicità dei vicini di casa…

Raccontaci il tuo percorso artistico

Ho iniziato come cantante, poi mi sono messo a studiare pianoforte e composizione. Ho lavorato come autore di colonne sonore per film ( pubblicato con Warner Chappell e CAM) ed è stata una palestra incredibile per prendere confidenza anche con la tecnologia, intrecciare generi diversi e contaminare il mio modo di scrivere. Sono stato nel team di Claudio Fabi (noto produttore discografico e papà di Niccolò, ndr) nel progetto “Campus della musica”, scrivendo canzoni, producendo per artisti emergenti. Sono stati distribuiti con Universal Music anche due miei singoli “Monete” e “L’ Estensione”. Parallelamente ho sempre sviluppato il mio progetto artistico personale pubblicando un album e alcuni singoli con Formica dischi (la mia etichetta attuale). Nel 2026 ci saranno sicuramente altre novità.

Jampa Capolongo

Anche tu all’inizio ti esibivi come interprete di cover?

Si ma è sempre stato un campo di gioco che ho frequentato poco, perché ho sempre avuto una grossa spinta nel voler dire cose mie, a mio modo, scrivendole per urgenza di farlo.

Quando hai iniziato a scrivere i tuoi inediti e cosa ti ha spinto a farlo.

Beh la mia prima canzone l’ho scritta a 10 anni, questo per farti capire che è stato tutto molto naturale fin da subito. La spinta è sempre stata quella di avere bisogno di comunicare con parole mie, con codici miei, quasi fosso un modo alternativo di parlare.

Hai alle spalle diversi tuoi progetti di inediti quale è quello al quale sei più affezionato?

Sicuramente “Monete” è una della canzoni a cui sono più legato, perché è stata la prima canzone che ho sentito attraversare davvero chi la ascoltava, la prima per cui mi sono state dette delle parole di vicinanza importanti. Le canzoni hanno il potere di fare immedesimare le persone , di proiettare all’interno. Questo è un valore immenso.

I tuoi brani sono autobiografici o racconti storie?

Questo dipende, è sicuramente un mix di cose. Alcune sono state scritte su accadimenti che ho provato personalmente, ma altre sono anche frutto di stimoli esterni, di notizie sui giornali, di storie lette su un libro o di una chiacchierata con un amico davanti a una birra.

Sei anche musicista, che strumento suoni? Le tue collaborazioni in veste di autore quali sono state?

Suono il pianoforte e un po’ la chitarra. Ho lavorato con diversi artisti più o meno conosciuti. Sicuramente la collaborazione più importante al momento è quella con Irene Grandi.

Raccontaci la bella esperienza di aver scritto un brano per Irene Grandi.

Irene è una persona molto generosa, una di quelle persone che non preclude niente e che è aperta alle cose nuove. Le ho fatto ascoltare tramite un amico delle canzoni mie, e il resto è arrivato in maniera davvero graduale e naturale. Lei si è affezionata ad “Astronauti”, un brano che poi ha incluso nel suo ultimo album uscito solo qualche settimana fa. “Oro e rosa”. E’ stata una esperienza fantastica, perché Irene è un’artista unica, con una voce iconica e un gusto speciale. Sentire come si sviluppava attraverso la sua voce una mia canzone, è stata una cosa che non dimenticherò mai.

Aprendo il cassetto dei sogni quale vorresti realizzare?

Artisticamente ho solo un sogno , ma è quello più grande e difficile da sempre: quello di far arrivare a più persone possibili le mie canzoni e sentirle nel cuore della gente. Personalmente vorrei solo godermi le cose che accadono, stare bene e far star bene le persone attorno e me.

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