lunedì, Giugno 22, 2026

Pistoia e Pescia hanno il nuovo vescovo: oggi l’Ordinazione ufficiale di mons. Mascagna in San Francesco

di Marcello Paris
PISTOIA – La cerimonia di Ordinazione del nuovo vescovo, Augusto Mascagna si sintetizza nelle parole del principale officiante, il vescovo Fausto Tardelli, che l’ha definita “mirabile evento”.

Il vescovo Augusto Mascagna (foto Giovanni Fedi)

Presenti tutte le autorità civili e militari locali, provinciali e della regione, la chiesa di San Francesco era gremita, come tanta gente si è messa davanti ai maxi schermi allestiti nel chiostro e in piazza San Francesco, per assistere all’investitura del nuovo vescovo, nominato il 20 aprile da Papa Leone XIII°. Molti i fedeli arrivati da Civita Castellana per un saluto di commiato al suo Pastore. Il celebrate principale e vescovo uscente Monsignor FaustoTardelli, nel salutarlo come suo successore gli ha detto ”caro Augusto sei chiamato a far parte degli apostoli per proteggere questo popolo e il tuo nuovo gregge di Pescia e Pistoia che stasera io affido a te”.

L’Ordinazione Episcopale e l’inizio del Ministero Pastorale a Pistoia di don Augusto Mascagna, presbitero della diocesi di Civita Castellana ha preso il via alle 16,30 per terminare dopo due ore per adempiere a tutte le formalità che l’investitura richiede e che ha visto la presenza di ben 18 vescovi e tre cardinali. Un momento storico per Pistoia di comunione, preghiera e speranza, come descrive il suo motto episcopale: «Surrexit Christus spes mea» (Cristo, mia speranza, è risorto). 

La celebrazione di ordinazione è stata presieduta da Mons. Fausto Tardelli,  amministratore apostolico di Pescia e di Pistoia, come consacrante principale. Accanto a lui i vescovi consacranti erano il Card. Augusto Paolo Lojudice arcivescovo di Siena, vescovo di Montepulciano – Chiusi – Pienza e presidente della Conferenza Episcopale Toscana e Mons. Marco Salvi vescovo di Civita Castellana. Inoltre erano presenti tutti i vescovi toscani e non solo. La liturgia è stata animata dal coro diocesano che raggruppa coristi provenienti da molte parrocchie della diocesi di Pistoia oltre che da una rappresentanza di coristi di Civita Castellana.

La chiesa gremita (foto Giovanni Fedi)

Come si conviene ad un’Ordinazione episcopale la cerimonia è proseguita con la formula del giuramento, l’apposizione delle mani di tutti i porporati sulla sua testa, l’unzione, la consegna del bastone pastorale, o Baculo, come il bastone dei pastori che curano, il proprio gregge.

Nel ruolo di nuovo pastore delle due diocesi, Monsignor Mascagna ha implorato Sant’Atto, protettore di Pistoia, affinché interceda per lui verso Dio. Poi rivolto alla folla, che più volte lo ha applaudito durante il suo intervento, ha scherzato dicendo come siete belli visti da quassù. Parole di ringraziamento ai sindaci che hanno seguito la sua storia e agli attuali con i quali avrà il piacere di collaborare.

Terminata la cerimonia con la somministrazione dell’eucarestia, il folto pubblico, con il nuovo vescovo, ha dato vita ad un lungo corteo che da San Francesco ha raggiunto piazza del Duomo per il rito di insediamento nella cattedra episcopale nella Cattedrale di San Zeno.

Il nuovo vescovo nel percorso verso la cattedrale (foto Giovanni Fedi)

Augusto Mascagna ha il suo stemma episcopale che si presenta come una sintesi simbolica profonda di fede, territorio e missione pastorale, unificata dal motto latino “Surrexit Christus Spes Mea” 

Richiama al tempo stesso la sua storia, i suoi valori spirituali e il suo programma pastorale, e le sedi affidate alla sua guida pastorale. Quanto alle sedi diocesane nelle quali egli è posto come Vescovo, un semplice ma chiaro riferimento è offerto dagli smalti di cui è costituito l’inquartato sul quale sono collocate le diverse figure. Infatti l’alternanza del rosso e dell’argento si trova nello stemma della città di Pistoia che è costituito da un semplice “scaccato” d’argento e di rosso. L’argento costituisce anche lo smalto sul quale campeggia il delfino rosso dello stemma civico di Pescia. Dal punto di vista più strettamente simbolico-teologico il rosso richiama la Passione del Signore, e al contempo l’amore e la testimonianza cristiana che arriva fino al martirio

Nel primo quarto campeggia una croce gigliata terminante in forma di ancora, simbolo della Croce di Cristo da cui sgorga la speranza della salvezza. L’ancora richiama la speranza cristiana fondata nel Signore risorto, mentre l’oro indica la preziosità della fede e la gloria della vita eterna.

Il vescovo davanti al Battistero (foto Giovanni Fedi)

Nel secondo quarto è raffigurata la bisaccia di San Giacomo Maggiore, patrono di Pistoia, ornata dalla conchiglia del pellegrino. Essa rappresenta il cammino della Chiesa, pellegrina nella storia, sostenuta da Cristo Pane di Vita, e richiama anche la tradizione jacobea del territorio e la testimonianza del Servo di Dio don Pier Luigi Quatrini.

Nel terzo quarto trovano posto i frutti della terra: una palma, un giglio e tre nocciole. La palma richiama la vocazione vivaistica pistoiese e il giusto che fiorisce nella fedeltà a Dio; il giglio rimanda alla tradizione florovivaistica di Pescia e alla fiducia nella Provvidenza; le nocciole evocano le origini viterbesi del vescovo e segnatamente al suo paese natale, Caprarola. Inoltre, circondate idealmente dai due rami, in numero di tre, le nocciole richiamano sinteticamente le tre virtù teologali, fede, speranza e carità che, richiamate anche altrove nello stemma, costituiscono il centro attorno a cui si struttura la vita intera del credente.

Nel quarto quarto una stella d’oro a otto punte, posta davanti a un libro aperto d’argento, rappresenta Cristo Risorto, luce della nuova creazione, e insieme Maria, primizia dell’umanità redenta. Il libro aperto indica la pienezza della Rivelazione in Cristo e la Parola che illumina la storia.

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