mercoledì, Settembre 9, 2026

Kiwanuka incanta l’Ultravox Arena con musica e fiori

di Beatrice Beneforti

FIRENZE – L’anfiteatro delle Cascine pullula di ascoltatori attenti, qualcuno si aggira in su e giù per le gradinate.

Un concerto senza tempi morti all’Ultravox di Firenze con una band compatta, precisa: due coriste, un tastierista, un bassista, un chitarrista e lui, Michael Kiwanuka, che accompagna la sua voce ora con la chitarra ora con il pianoforte.

Michael Kiwanuka

Sembra di essere dentro un film che parla di un viaggio fatto di notte verso Marte, verso un altro posto lontano che non si raggiunge mai. “Solid ground” suonata alla fine del concerto, nel silenzio assoluto del pubblico, eleva l’anima verso l’alto.

Verrebbe da chiudere gli occhi ma tutti fissano il palco illuminato con quattro luci calde mettendo in controluce Kiwanuka, che si è fermato per paura che non sentissimo le testiere per poi ripartire con gli occhi e le orecchie tutte su di lui.

Un concerto partecipato, con l’artista britannico che ha riproposto nel bis i suoi più grandi successi, facendo alzare tutti in piedi.

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