di Marcello Paris
PISTOIA – Villa Stonorov, ovvero la sede della Fondazione Jorio Vivarelli di via di Felceti a Pistoia, come i pistoiesi, e non solo, sanno è da sempre luogo di incontri e avvenimenti dal genere più vario. In questi giorni è stato chiamato l’architetto e docente Carlo Canepari ad illustrare il suo “studio” su Leonardo e la Cava di Giotto.

Un libricino di 60 pagine con qualche illustrazione di Giotto e del suo amico pittore Galeazzo Nardini (da lui è venuta l’ispirazione della cava vedendo un suo dipinto con “Le antiche cave di Monsummano Alto). Qui Canepari cerca di dimostrare, con un’ipotesi fantasiosa, che nel disegno di Leonardo “Paesaggio con fiume”, che lui ribattezza “ Veduta della Valdinievole, ci sia la cava rossa di Monsummano Alto” dalla quale Giotto avrebbe preso le pietre per la base del Campanile della Cattedrale di Firenze che porta il suo nome e che così avrebbe descritto: “Un calcare modulare a grana fine con colore variabile”.
Carlo Canepari è ricercatore alla Facoltà di Architettura di Firenze ma ha svolto anche attività didattica della Progettazione Architettonica coinvolgendo gli studenti in scambi culturali con varie università europee. Oltre che di architettura si occupa di pittura, poesia e musica ma resta un grande appassionato dei disegni di Leonardo.
Come per il dipinto della Gioconda su quale sia il paesaggio rappresentato, anche qui sono tanti gli scritti di ricercatori che hanno individuato ne Paesaggio con Fiume a una porzione della Valdinievole, ma nessuno ha indicato in modo specifico la cava. Diversi studiosi hanno convenuto che quel disegno sia l’aggregazione di veduta da diversi punti di vista che portano ad individuare il luogo vicino all’Oratorio della madonna della Neve o un’area vicina al Poggio Belvedere e che per il nostro autore, dopo vari sopralluoghi, avrebbe individuato il luogo lungo la strada che dall’Oratorio scende verso la Grotta Giusti per poi risalire verso le cave.
Fra gli elementi del disegno che per Canepari mostrerebbero una cava, ci sono il paretone, il ravaneto, i parati che si snodano paralleli e segnano la via di discesa, ma anche i canapi che nell’immaginazione del nostro autore tengono e guidano la slitta col carico che scende e non la cascata di acqua descritta da altri. Dice l’autore “nel disegno di Leonardo sono visibili blocchi di pietra sotto la cava, a sinistra la Fortezza di Montevettolini con le sei torri e giù nella piana il castello di Buggiano. Verso l’orizzonte la rappresentazione dei territori emersi, disegnati secondo la pratica degli agrimensori romani”.
Oltre alla descrizione della cava il libretto si sofferma sul viaggio di Leonardo da Firenze (è il 4 agosto del 1473), passando per Pistoia e la via di San Jacopo, verso Vinci dove incontrerà la mamma che non vede da quando giovinetto era stato mandato a Bottega da Andrea del Verrocchio.
Canepari si sofferma sulle vicende guerresche fra la Lega dei comuni limitrofi contro lo strapotere dei fiorentini che con il Duca Cosimo si volevano impossessare del Padule di Fucecchio.
È durante il percorso che da Pistoia lo porta a Montevettolini e Monsummano che l’autore si immagina Leonardo intento a prendere appunti e alla ricerca della grotta (la Cava) che alcuni gli avevano indicato come “una caverna dalla quale si sentiva scorrere l’acqua e provenire strani rumori e lamenti.
Quella caverna che Leonardo descrive così: ”…pervenni all’entrata di una gran caverna […]subito salse in me due cose, paura e desiderio:paura per la minacciante e scura spilonca, desiderio per vedere se là entro fusse alcuna miracolosa cosa”.
Naturalmente la presentazione ha stupito e interessato allo stesso tempo per il suggestivo racconto che per l’autore è stato anche uno stimolo all’approfondimento della conoscenza del Genio di Vinci.
Gli incontri alla Fondazione proseguono sino alla fine di luglio e forse oltre. Intanto giovedì 9 giugno alle 18,30 si parlerà di Padre Giovanni Antonelli (sacerdote e scienziato nato a Candeglia nel 1818 e morto a Firenze nel 1872) astronomo dell’Osservatorio Ximeniano e studioso di Dante attraverso le “lecturae Dantis”, analizzate essenzialmente dal punto di vista astronomico, ma anche poetico.
Per Notte di Stelle, il 16 giugno alle 21 spettacolo omaggio a Vivarelli nel centenario della nascita. L’attrice e regista Monica Menchi ripercorrerà la vita del Maestro.







