di Andrea Mori
PRATO – L’obiettivo, ambizioso e dichiarato dal segretario generale della Camera del lavoro di Prato, Lorenzo Pancini, e messo nero su bianco nel documento per le elezioni amministrative, è quello di far partire un processo inevitabile “per garantire un futuro al territorio, con una riorganizzazione della filiera del tessile-abbigliamento e una ridefinizione del suo modello produttivo”.

La Cgil presenta la sua campagna referendaria per l’abrogazione del Jobs Act e delle norme che liberalizzano il lavoro a termine e che non riconoscono la responsabilità dell’impresa committente nei casi di infortuni.
“Lavoro tutelato, dignitoso, stabile e sicuro: è questo il senso dei nostri quattro referendum”, dice Pancini.
La campagna referendaria è già iniziata davanti a tutte le sedi pratesi della confederazione di piazza Mercatale, e a questo proposito il segretario afferma che “sta andando bene, invito tutti a firmare anche online, è semplice, si fa in pochi istanti, bastano Spid o carta d’identità elettronica”.
Raccolta di firme accompagnata con un documento che sarà consegnato alle liste in lizza per il Comune nel quale viene fatto esplicitamente riferimento al progetto di dare vita ad “un nuovo modello produttivo su solide basi industriali”, che va di pari passo con la richiesta di una nuova governance (l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di una società, di un’istituzione, di un fenomeno collettivo, ndr), un “Comitato di distretto”, che “renda permanenti i tavoli istituiti (Next Generation Prato, Patto locale sviluppo e potenziamento competenze, decreto ministeriale 10 milioni, Prato Carbon Neutral); sia in grado – spiega Pancini – con la presenza attiva e partecipata di imprese, istituzioni, organismi rappresentativi, ricerca e finanza, di aggregare interessi diversi e fornire servizi specialistici a supporto delle attività e delle imprese, per pianificare strategie che creino legami di rete tra i diversi attori del territorio, migliorando l’efficacia degli interventi, alimentando scambi di informazioni e garantendo buone pratiche, know-how e innovazione”.

Il distretto pensato dalla Cgil, anche nel documento consegnato alle forze politiche in competizione per il governo cittadino, è un sistema produttivo e sociale vocato all’economia circolare: “si tratta di dare seguito alla nostra tradizione di recupero delle materie”, sostiene Pancini.
E poi ovviamente sicurezza nei luoghi di lavoro, si esige il rispetto delle norme dei contratti collettivi e delle clausole sociali negli appalti pubblici: “I cantieri devono essere trasparenti, va ripudiata ogni logica di contrasti a cascata”, tuona il segretario.
Viene poi chiesto il completamento delle infrastrutture (terza corsia A11 e sottopasso Soccorso, tranvia da Peretola a Prato Est).
Chiaro poi il segretario Pancini su sanità e sociale: “Ospedali di comunità e l’ampliamento delle quote sociali nelle Rsa”, e chiede per la casa “l’accordo territoriale sulle locazioni abitative, anche come regolatore del mercato degli affitti”.



