mercoledì, Luglio 8, 2026

La Diocesi di Pistoia rilancia l’allarme sul lavoro nella Piana

PISTOIA – La Diocesi di Pistoia rilancia la propria preoccupazione per l’evoluzione sempre più inquietante che sta coinvolgendo una parte sostanziosa del tessuto produttivo e la realtà socio-economica della piana pistoiese-pratese. Sotto la superficie di un distretto produttivo in passato florido, si è estesa una nebbia caratterizzata da situazioni di illegalità, caporalato e lavoro povero per migliaia di persone, spesso invisibili agli occhi della società civile.

Monsignor Augusto Mascagna

    “Quanto si verifica nella piana tra Pistoia, Prato e Firenze – ha sottolineato il Vescovo di Pescia e Pistoia, Mons. Augusto Mascagna – ci colpisce e coinvolge direttamente sia la nostra coscienza che come parte delle nostre comunità. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a quello che le analisi definiscono, con espressione dolorosa ma drammaticamente reale, “terre di nessuno”. Le parole del profeta Osea, proposte nella Liturgia odierna, suonano come un ammonimento sempre attuale: «Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bontà; dissodatevi un campo nuovo, perché è tempo di cercare il Signore, finché egli venga e diffonda su di voi la giustizia» (Os 10,12). L’iniquità nei confronti di chi lavora e di chi è più debole non resterà impunita. L’invito a ricercare il Signore resta per chi crede un punto fermo generativo per il bene comune, ma anche un invito, per tutti, ad agire secondo principi di equità e rispetto della dignità e dei diritti del prossimo”.

    “La dinamica vede ormai, da troppi anni, operare aziende che aprono e chiudono repentinamente per eludere i controlli – rilancia la direttrice dell’Ufficio Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Pistoia, Selma Ferrali – calpestando i diritti umani più elementari e utilizzando la violenza fisica su chi osa rivendicare i propri diritti, casi – questi ultimi – che sempre più frequentemente possiamo leggere sulle cronache locali e regionali, come avvenuto anche negli ultimi giorni a Seano. Non meno preoccupante è come il fenomeno si stia allargando ai territori limitrofi. I casi registrati a Quarrata, Agliana e Montale, tutti con le stesse modalità,  sono il sintomo di una grave patologia che richiede una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni con interventi non  solo repressivi ma ancorati a ristabilire dignità e legalità al lavoro. Come Chiesa non possiamo tacere e, chiamati a confrontarci con il mondo del lavoro e i suoi mutamenti spesso repentini, affermiamo che la cultura del valore della dignità umana, del  lavoro serio, onesto  e giustamente retribuito – in ogni ambito – non possa essere oggetto di negoziazione”.

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