PISTOIA – Con l’avvio della raccolta differenziata, i residenti in via del Casone, a Piteccio, stanno vivendo una situazione di grande disagio.
Il sistema predisposto prevede una raccolta differenziata per carta e cartone, plastica e lattine, ma l’indifferenziata, tolto il piccolo cassonetto che la raccoglieva, ci ha messo nella condizione di fare 1 e 1,5 chilometri – tra andata e ritorno – per raggiungere il luogo di raccolta designato, a Croce a Uzzo (44° Parallelo.

I problemi su cui chiediamo attenzione sono diversi: a piedi, d’inverno, con neve e pioggia, non possiamo andare al punto di raccolta perché con entrambe le mani occupate dai sacchetti dell’immondizia, non possiamo ripararci con l’ombrello; percorrere la Statale è pericolosissimo visti anche i numerosi incidenti di auto e moto, mezzi che molto spesso di “sfiorano”; ci rifiutiamo di essere costretti a usare l’auto per portare i sacchetti dei rifiuti: i cattivi odori renderebbero presto l’aria irrespirabile.
Poi ci sono anziani che per il loro stato di salute, (ricordiamoci una buona volta , che tutti siamo destinati a invecchiare, se non moriamo prima…) sono costretti a usare i pannoloni che finiscono tra i rifiuti.
La vera stortura è data dal fatto che per il prelievo di carta e cartone, plastica e metalli di utilizzo alimentare, Alia utilizza piccoli mezzi, di dimensioni identiche a quelli che effettuavano il prelievo, in regime di non differenziata: è un problema lasciare al suo posto il piccolo cassonetto che avevamo?
La scelta operata fa capire che è stato portato avanti un progetto che non ha previsto (ed è qui l’errore di fondo) un’attenta analisi delle possibili implicazioni negative di voler effettuare una differenziata a ogni costo, senza tener in nessun conto le problematiche che riguardano le zone periferiche e montane. Che non sono (almeno in certi posti) assimilabili a quelle riscontrabili in città. L’assurdo quindi qual è? Venire a raccogliere carta e cartone, plastica e lattine, e non venire per i residui della cucina e quant’altro è considerato viene considerato indifferenziata.
Chiediamo il ripristino del ritiro in loco di quella tipologia di immondizia e sarebbe auspicabile che le località che manifestano questi problemi venissero visionate per non creare condizioni di disagio.
Le zone come la nostra non hanno bisogno di decisioni incaute, la carenza di servizi a salvaguardia delle popolazioni delle colline e della montagna è la causa principale dell’abbandono di un tessuto abitativo che invece ha bisogno, proprio per la salvaguardia del territorio, di usufruire il più possibile di una vita agevole.
La tariffa che paghiamo era già salata quando il servizio di raccolta era comunque espletato nella sua totale consistenza, in queste condizioni rischia di essere esosa. Ma badate bene, non è monetizzando che si risolve il problema, bensì attuando il ripristino del servizio. Con la consapevolezza che la raccolta differenziata non può essere generalizzata, ma fatta a misura di territorio e delle sue esigenze.
I residenti di via del Casone







