PISTOIA – In una sala gremita di persone del Circolo di Spazzavento, sabato è stato presentato il libro “La grande casa” alla presenza dell’autrice, di Filippo Mazzoni vice presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Pistoia che ha curato l’edizione e Chiara Innocenti in rappresentanza dell’ANPI.

Abbiamo rivolto alcune domande ai protagonisti della serata cominciando dall’autrice Carla Vannucci Frati.
Da dove nasce l’idea di questo libro?
Per prima cosa dal mio amore nei confronti della storia, un amore viscerale che ho sempre avuto, la passione per lo scrivere e ovviamente i ricordi che mi legano a questa casa della famiglia di mio padre. Ricordi sempre presenti nella mia memoria, legati a questo luogo ricco di affetti e di relazioni che poi viene fatta saltare in aria dai Tedeschi. I ricordi sono della mia nonna e di tutti i miei familiari che hanno lasciato il cuore in questa casa.
Una casa che durante il secondo conflitto ha visto molte cose..
Sì, ha ospitato anche i partigiani.
Dove si trovava?
Era in via di Bargi, a San Pantaleo, sulla destra per chi viene da Pontelungo, subito dopo il ponte della ferrovia.
Di chi erano i racconti che ricorda?
Di mio padre, mia nonna a mio zio.
Perché fu fatta saltare in aria dai Tedeschi?
Un giorno mandarono via la mia famiglia e trasformarono la casa in un loro ospedale e l’occuparono per diverso tempo. I miei, sfollati, erano andati ad abitare altrove. Quando i tedeschi se ne andarono, come per la chiesa di Spazzavento, quella di Collina e tante altre costruzioni dei dintorni furono fatte esplodere nel 1944. Gli alleati stavano arrivando, prima dell’8 settembre del 1944 quando fu liberata Pistoia.

Che fine fece poi la sua famiglia?
Sfollati nella casa del sacerdote per diverso tempo, andarono poi a Vinacciano e a Castellina dove avevano dei parenti.
Dopo la guerra è stata ricostruita?
Sì ma sono state costruite due abitazioni.
Che mestiere faceva suo padre?
Mio padre era insegnante, il nonno Quintilio era contadino, nella casa vivevano molte persone, altri fratelli di mio nonno e lo zio, erano circa una decina. Nel podere annesso alla casa coltivavano verdure.
Quanto tempo ha impiegato per scrivere il libro?
Fra la prima stesura, le correzioni circa due anni e mezzo e sono molto soddisfatta della lavoro finito.
Abbiamo proseguito poi con Filippo Mazzoni, vice Presidente dell’Istituto storico della Reistenza.
Abbiamo accolto molto volentieri la proposta di pubblicare il lavoro di Carla Vannucci Frati perché corrisponde a quelle che sono le nostre finalità statutarie ovvero ricordare, conservare e divulgare la memoria della resistenza durante la seconda guerra mondiale e soprattutto di incentivare i giovani a percorrere lo studio della storia laddove esistono i documenti, le testimonianze.
Le carte, se pur ingiallite e con l’odore di muffa “parlano” diversamente da quello che possiamo leggere o ascoltare attraverso il web. Massima attenzione quindi dove “parlano le fonti” e attenzione un po’ più secondaria a quello che ci offrono le nuove tecnologie.
Vi occuperete anche della distribuzione?
Sì, lo faremo come nostro solito fare quando pubblichiamo un libro e i nostri lavori, abbiamo la nostra rete di contatti con le associazioni e gli altri istituti al fine di poter prenotare il libro anche al di là dei confini provinciali.
Lo farete anche nelle scuole?
Sarebbe una cosa molto importante perché permetterebbe di studiare e conoscere le vicende di questo periodo storico in modo diverso da come vengono solitamente trattate dai manuali di storia attualmente in uso nelle scuole medie e superiori. Far conoscere quindi uno spaccato della terribile e drammatica vicenda della seconda guerra mondiale in modo diverso da quello che siamo soliti ascoltare.
Avete già preso contatti con il Provveditorato agli Studi?
Al momento no, contiamo però di farlo a breve perché ci stiamo rapidamente avvicinando alla conclusione dell’anno scolastico e quindi riteniamo opportuno preparare l’attività per il prossimo futuro.
Il libro si trova anche nelle librerie di Pistoia?
Sì, in particolare nelle librerie del centro cittadino, chi è interessato può comunque rivolgersi direttamente all’Istituto in viale Petrocchi 159 il lunedì e il giovedì pomeriggio dalle 15,30 alle 18,30 e saremo felici di accogliere coloro si presenteranno.
Per concludere una domanda a Chiara Innocenti: a un adolescente a cui si cerca di raccontare la memoria del secondo conflitto mondiale, come si fa a spiegarli il conflitto in atto fra Russia e Ucraina in cui ciascuno dà del nazista all’altro?
Intanto cominciare con spiegare la storia dell’Ucraina, cioè come si è generata fin dal 1991 con la disgregazione dell’Unione Sovietica che non sempre è ben spiegata. A scuola spesso non si arriva a parlare dei fatti recenti e quando lo si fa è solo in maniera superficiale. La sfida è quindi duplice, alla scuola che cerchi in qualche modo di entrare nel merito della storia recente e alle famiglie, non è possibile lasciare sempre tutto sulle spalle della scuola. Ci vorrebbe quindi un patto educativo fra scuole, famiglie e agenzie educative informali per poter spiegare quello che davvero è successo da quando l’Ucraina si è staccata dall’Unione Sovietica.










