CASALGUIDI – Giallo Pistoia, terminato da poco il festival 2026 alla Biblioteca San Giorgio, continua la sua attività con un evento che si è svolto allo Spazio Zero a Casalguidi.
Protagonista è stata la moda vista attraverso la narrativa gialla e il suo mondo raccontato attraverso il cinema di tensione. L’incontro è stato presieduto dall’art director Paolo Mazzei che ha dialogato con il giornalista Maurizio Gori e lo studioso di cinema Bruno Grillo.

Non potevano mancare due modelle ed attrici, Esra Osja e Giulia Baldi che, indossando due abiti di alta moda creati dalla stilista Eleonora Lastrucci, hanno recitato brani tratti da film noir. L’idea, di Paolo Mazzei, è stata quella di organizzare una cosa un po’ diversa dal solito ovviamente grazie alla disponibilità data dallo Spazio Zero.
“Siamo partiti dal film iconico Sotto il vestito niente – dice Maurizio Gori – tant’è che anche la musica suonata all’inizio dell’incontro dalla sassofonista Melania D’Ulivo, per la verità nessuno forse se lo ricordava perché è passato molto tempo da quel film. Il libro da cui è tratto è dell’83 scritto, all’epoca, con uno pseudonimo e parlava del mondo della moda”.
Paolo Mazzei ha contribuito a chiarire cosa c’è di reale in quello che si legge e le differenze con quel che si vede. Purtroppo come accade spesso, ci sono lati oscuri e altri meno. Comunque un mondo difficile, complicato, dove ovviamente ci sono situazioni che hanno ispirato anche fatti di cronaca realmente avvenuti che fanno riflettere.

Paolo Mazzei ha lavorato tutta la vita in questo settore, nel suo libro “Come aringhe sotto sale” scritto insieme alla sorella Paola ci sono accenni e curiosità agli strani personaggi che animano questo mondo. Certe situazioni sono veramente scabrose. Altri che hanno scritto libri di quel mondo si sono voluti togliere probabilmente qualche sassolino dalla scarpa costruendo e raccontando delle storie “particolari”.
Il cinema e la narrativa poi devono tenere alta la tensione anche ingigantendo e drammatizzando ma c’è sempre un fondo di verità.
Dice Paolo Mazzei: “‘Negli anni Ottanta e Novanta le ragazze venivano praticamente obbligate a fare delle diete ed avere una certa fisicità, in alcuni casi seguivano delle diete alimentari sbagliate, ora le cose sono un po’ cambiate ma è stato un periodo molto complicato, ho vissuto la Milano da bere, un periodo di grande splendore ma anche di grandi episodi scuri”.

Bruno Grillo, da studioso del cinema qual è, dice che moda e cinema si intrecciano sin dalla fine degli anni 50 e gli inizi dei 60 sia in Italia che in tutto il resto del mondo.
Cita due film cult, il primo è del ’64 del maestro del genere Mario Bava che è stato un antesignano del genere, “Sei donne per l’assassino”. L’altro è un thriller con un cast eccezionale “Blow up” del maestro Michelangelo Antonioni ed è del 1966, ambientato nella swinging London, affronta il mondo della moda. David Hemmings, Vanessa Redgrave, Jane Birkin e Veruschka danno il meglio di sé per affrontare un misterioso omicidio senza però venirne a capo tanto da credere di essersi immaginati tutto. Memorabile alla fine del film, la sequenza di una partita da tennis giocata di mimi ma senza palle né racchette, solo il suono.
Alla serata ha contributo in maniera esemplare, l’esecuzione di alcuni brani a tema eseguiti dalla sassofonista Melania D’Ulivo.








