PISTOIA – Una cantautrice animata da una grande passione per la musica e il canto, impegnata nel definire un proprio percorso artistico e determinata a farsi strada nel mondo della musica.
La pistoiese Giorgia Giacometti, classe 1996, salirà sul palco del Pistoia Blues il prossimo 13 luglio in apertura del concerto di Willie Peyote, eseguendo i suoi singoli “Scossa” e “Bianco Rosso Nera”: quest’ultimo realizzato a fianco del produttore e arrangiatore Ugo Bongianni, in collaborazione con Dave Kutch dello studio newyorkese The Mastering Palace.
Un gradito “ritorno a casa” per un’artista che alterna l’impegno musicale con l’attività di manager finanziaria, e che è “cresciuta” grazie anche a esperienze professionali all’estero – in particolare a Miami e Singapore – che la hanno arricchita sia in ambito musicale, sia per il suo lavoro di business internazionale.
Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Giorgia in anteprima, per conoscere meglio alcuni aspetti del suo percorso e del progetto artistico che attualmente sta curando.

Come è nata la tua passione per la musica, che alterni all’attività di manager finanziaria?
La passione per la musica c’è sempre stata, è un campo che ha sempre fatto parte di me e che ho coltivato fin da ragazzina, ha assunto una strada professionale quando, a diciott’anni, mi sono trasferita a Miami. Qui alternavo lo studio di business e finanza il giorno con lo studio di canto e musica la sera, proprio a Miami nel 2020 ho prodotto i primi due singoli, “All’amore” e “Scandal”. È successa la stessa cosa a Singapore, ho sempre cercato di portare avanti entrambi le attività e di far “convivere” musica e finanza.
Queste esperienze internazionali in città cosmopolite e “globali” hanno influenzato la tua formazione musicale?
Una premessa: qualsiasi realtà, sia di provincia che internazionale, gioca per forza un ruolo determinante nella formazione musicale dell’artista, ma a decretare il successo e la qualità di un progetto non è la “dimensione” della realtà in cui si vive, ma la solidità e l’originalità del progetto artistico che si va a presentare. Nel mio caso, il soggiorno a Miami mi ha aiutata a definire il mio percorso musicale: la città è un po’ la “capitale” del pop raggaeton, genere che oggi va molto di moda e che sento di voler portare avanti e interpretare, naturalmente cercando una “via” personale e originale. Per questo motivo considero i primi quattro brani che ho pubblicato come il risultato di questa “ricerca” musicale incentrata su me stessa e sulle sonorità, non c’è una “linea retta”, musicalmente parlando, come invece nell’ultimo singolo.
Quali sono i tuoi artisti e modelli di riferimento? Sei stata o sei tuttora fan di un cantante o una band in particolare?
Mi piace la musica in generale, non ho mai avuto un “idolo” di riferimento, non sono mai stata quel tipo di ragazzina che “tappezzava” la propria cameretta con foto e poster dei propri cantanti preferiti. Credo inoltre che un artista, più che “seguire” gli altri, debba guardare innanzitutto a se stesso e alla propria ricerca musicale. Di certo ci sono delle figure che apprezzo per tecnica, sonorità e abilità performativa: per la parte raggaeton-latina mi ispiro a Rauw Alejandro, per la parte commerciale americana a Justin Bieber, per la parte un po’ più rappata a Ras.
Il tuo ultimo singolo, “Bianco Rosso Nera”, pubblicato lo scorso maggio, può essere definito un po’ il “manifesto” della tua musica e il punto di arrivo della tua ricerca?
Definirlo “manifesto” mi sembra eccessivo, inoltre lo vedo più come un punto di partenza e non di arrivo, perchè non si smette mai di imparare e soprattutto di porsi nuovi obiettivi. Di sicuro è il risultato di un lungo lavoro di ricerca a livello di suono e di scrittura che ho portato avanti nell’ultimo anno, è un singolo attraverso il quale voglio dire a chi mi ascolta e mi vede nel video “ecco, questa sono io, questa è la mia musica”. È un brano che sento molto come “mio” perchè c’è un testo personale, c’è un ritmo pop facilmente ballabile e orecchiabile con influssi latini e raggaeton; è un pezzo molto “estivo”, che abbiamo fatto uscire proprio all’inizio dell’estate. È un singolo che dal punto di vista artistico, inoltre, definisce la “strada” che anche in futuro voglio percorrere.
Che effetto ti fa esibirti su un palco “pesante” come quello del Pistoia Blues?
Sono molto emozionata, è un po’ come “tornare a casa” dopo un lungo viaggio: vivo questa opportunità come un traguardo importante ma anche come una sfida sotto ogni punto di vista. Per me che sono un’artista emergente è una grande occasione e spero di sfruttarla al meglio.
Quali sono i tuoi progetti musicali futuri? Hai un sogno nel cassetto?
Per quanto riguarda la produzione, dopo l’estate uscirà un altro singolo e altri brani sono già in programma per il 2023; spero inoltre che nei prossimi mesi si concretizzi una collaborazione estera. Il sogno non è tanto quello di partecipare a un talent show, quanto quello di partecipare al Festival di Sanremo; so che non è facile, però un primo passo potrebbe essere l’avvio di una collaborazione con una etichetta discografica major, che ritengo un’opportunità da prendere sicuramente in considerazione. Inoltre mi piacerebbe, magari dalla prossima estate, iniziare a promuovere la mia musica attraverso tour e la partecipazione a festival ed eventi musicali. Intanto penso al palco del Blues, che segna il mio debutto dal vivo.









