mercoledì, Maggio 6, 2026

La musica, spazio naturale di espressione di Lee Handrow

PRATO – Leandro Morganti in arte Lee Handrow nasce a Prato nel 1984. E’ una persona sensibile, riflessiva ed empatica; ha un carattere introspettivo e curioso, gli piace osservare, ascoltare e dare valore alle relazioni, sia nella vita che nella musica.

Lee handrow

Durante l’infanzia ha avuto problemi di salute, legati al sistema immunitario molto fragile, che lo costringevano a limitare l’attività fisica e la partecipazione a molte attività comuni ai suoi coetanei. Questo ha portato a situazioni di isolamento e anche a episodi di bullismo fino al termine delle scuole medie. Tra i suoi pregi ci sono la capacità di ascolto, l’empatia, la dedizione al lavoro artistico ed educativo e la determinazione nel portare avanti i progetti in cui crede; tra i difetti, una tendenza a essere molto esigente con se stesso e a mettersi spesso in discussione.

Come e quando è nata la passione per la musica e il canto?

La passione per la musica e per il canto nasce molto presto, ancora prima di poterne essere consapevole. Mio padre racconta che, appena nato, prima ancora di portarmi in casa salì ad accendere la radio dicendo: “È bene che si abitui subito”. Durante la gravidanza metteva spesso le cuffie con la musica sul pancione di mia madre, come se il suono fosse già un linguaggio condiviso. Crescendo, la musica è diventata per me uno spazio naturale di espressione. Un momento chiave è stato vedere il film Ritorno al Futuro: l’immagine di Marty McFly che suona la sua Gibson rossa ha acceso definitivamente il desiderio di suonare la chitarra. Quella stessa chitarra, che oggi posseggo anche io, rappresenta ancora simbolicamente l’inizio di tutto. In un’infanzia segnata da fragilità fisiche, la musica è stata un rifugio e un modo profondo per comunicare.

Lee Handrow

Il tuo percorso artistico: quando ti sei avvicinato al mondo musicale?

Mi sono avvicinato al mondo musicale fin da bambino, iniziando con il canto corale (nella società corale Guido Monaco di Prato) e lo studio della musica, per poi approfondire strumenti, tecnica vocale e linguaggi diversi. Il mio percorso artistico si è sviluppato attraverso esperienze differenti: dalla musica classica alla musica moderna, dal gospel al blues, fino all’attività concertistica, didattica e corale.

Quando hai iniziato a scrivere i tuoi inediti e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato a scrivere canzoni durante il periodo del Lockdown, quando si è creata una pausa forzata che mi ha spinto a guardarmi più a fondo. In quel momento è nata l’esigenza di raccontarmi in modo diretto e personale attraverso la scrittura. È stato fondamentale anche il supporto di un amico ed ex allievo, Karim Afas, che nel frattempo si era trasferito a Londra per laurearsi in Songwriting alla BIMM. Il suo sostegno ed incoraggiamento mi hanno aiutato a credere nella scrittura come parte centrale della mia identità artistica. Karim è coautore di molti brani del mio disco di esordio: Empty Roads.

Il tuo mondo musicale è molto vario: sei anche direttore di un coro gospel.

Il gospel rappresenta una parte fondamentale del mio mondo musicale ed è per me anche una profonda esperienza spirituale. Dal 2006 sono diventato allievo diretto del Maestro Nehemiah H. Brown (USA), dirigo cori gospel e ho fondato la Prato Gospel School, la prima scuola di musica gospel della città. Ho vissuto due periodi a Los Angeles, nel 2008 e nel 2011, studiando e suonando all’interno delle chiese nere, entrando in contatto diretto con la cultura, la spiritualità e le radici autentiche della musica gospel. Questa esperienza ha segnato profondamente il mio modo di vivere la musica, non solo come espressione artistica, ma come esperienza umana e spirituale.

Raccontaci del progetto Lee Handrow e dei premi vinti

Lee Handrow è il mio progetto cantautorale in lingua inglese, nato da un’esigenza di sintesi e manifestazione artistica ancor più profonda e personale. Il progetto si muove tra folk/rock, country, soul e pop moderno, con una forte attenzione alla scrittura e alle atmosfere. Con Lee Handrow ho pubblicato musica sulle principali piattaforme digitali, portando il progetto anche all’estero, in particolare nel Regno Unito. Nel 2025 Lee Handrow ha vinto i Boots of Italy Awards come Best Male Vocalist e Best Entertainer, ottenendo inoltre il terzo posto come miglior tour dell’anno.

Ti esibisci da solista o con una band?

Mi esibisco sia da solista sia con una band, a seconda del progetto e del contesto. Il live in solo mi permette un racconto più intimo e diretto, mentre la band aggiunge energia, dinamiche e arrangiamenti più articolati. Sono due modalità che convivono naturalmente nel mio percorso artistico.

Aprendo il cassetto dei sogni: quale vorresti realizzare?

Il sogno è continuare a fare musica in modo autentico e profondo, portando il mio progetto sempre più lontano senza perdere verità e identità. Vorrei che la mia musica riuscisse a parlare a chi si sente solo, fragile o fuori dagli schemi, offrendo uno spazio di riconoscimento e condivisione attraverso le canzoni.

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