PISTOIA – E’ la narrazione la protagonista della tre giorni di antropologia ”Dialoghi di Pistoia”. Giunti alla 13° edizione e con un titolo rinnovato che omaggia la città che ha accolto la rassegna sin dai suoi inizi, i Dialoghi propongo quest’anno un viaggio nella narrazione, indagando il complesso rapporto che lega il narrare all’essere umano.
Narrare humanum est. La vita come intreccio di storie e immaginari è il titolo della rassegna.
”Sembra un tema letterario – ha commentato Giulia Cogoli, ideatrice e curatrice del festival – ma è antropologico. L’esser umano – ha spiegato – è diventato tale grazie alla narrazione. Tra le altre cose narriamo per discutere, per condividere o per piacere. Insomma, la narrazione come base della civiltà”.
”Dopo l’edizione dello scorso anno in forma limitata – ha detto il presidente della Fondazione Caript Lorenzo Zogheri – il festival torna in presenza con una formula che è la più ricca nella sua storia”. Oltre agli eventi nel centro storico di Pistoia, quest’anno i Dialoghi approdano in Valdinievole, con un doppio appuntamento a Pescia.

”Con il rinnovo del nome (Dialoghi di Pistoia) – ha aggiunto il sindaco Alessandro Tomasi – diamo ancora più lustro alla nostra città. L’importanza della rassegna la possiamo vedere anche dall’ampio dibattito che i contenuti affrontanti nell’evento hanno sui giornali”.
Ad aprire la rassegna, la lezione del professor Maurizio Bettini Narrare. Nelle maglie di una rete infinita. Come spiegato si tratta di un viaggio nella storia della narrazione, dal mythos dei Greci alla fabula dei Romani. ”Il mito – ha commentato – ha la capacità di spiegare attraverso la narrazione fantastica le cose del reale. I miti continuano ad esercitare su di noi la stessa influenza, ci interrogano. Il mito è la narrazione per eccellenza”.










