domenica, Luglio 26, 2026

La politica del sospetto, la frontiera dell’opposizione di destra

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Quella delle insinuazioni, dell’uso dei condizionali in generale, è una bruttissima politica, che non fa onore, anzitutto, a chi ne fa uso. Si butta il sasso nell’acqua nella certezza che qualche cerchio arriverà a destinazione. Ma l’uso dei condizionali è anche pericoloso. Un mio vecchio direttore di giornale ammoniva così i giovani cronisti: “I condizionali sono l’anticamera delle querele. Evitate. Se non lo fate voi, lo farò io”.

E non si possono spacciare accuse e insinuazioni per considerazioni politiche perché anche la politica ha dei paletti ben definiti; nessun scudo giuridico sarà in grado di proteggere chi scrive falsità spacciandole per verosimili.

Brutta storia quella che ha coinvolto, suo malgrado, Marica Setaro, assessora alla cultura, e Le parole di Hurbinek, un progetto ideato e curato da Massimo Bucciantini e finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio.

Francesca Capecchi, consigliera comunale di Fratelli d’Italia c’è andata giù pesante con illazioni e insinuazioni, anche sul piano personale, prendendo spunto dalla rassegna estiva di cinema all’aperto che l’Amministrazione comunale ha garantito dopo il bando proposto dalla passata giunta, assolutamente irricevibile da tutte le associazioni interessate; non a caso quel bando era andato deserto.

Non sono bastate le rassicurazioni del Sindaco sui finanziamenti, era necessario spostare l’attenzione su altro. Capecchi è andata a pescare nell’elenco delle associazioni che hanno aderito al nuovo bando – e che hanno ricevuto contributi pubblici – scoprendo la presenza di Urbinek, l’associazione presieduta da Donatella Giovannini e della quale il prof. Massimo Bucciantini è solo il tesoriere. Ma Bucciantini ha due “colpe” gravi: essere stato membro del comitato scientifico di Pistoia Capitale del libro (da cui si è dimesso l’11 giugno scorso) ed essere compagno di vita di Marica Setaro.

A questo punto la consigliera comunale si è incamminata su un sentiero impervio, quello delle illazioni, dei sospetti, delle domande buttate là tanto per rendere opaca una vicenda che è trasparente perché sostenuta dalle carte.

Percorso impervio e pericoloso perché Capecchi ipotizza favori, legami parentali non virtuosi, un sistema di clientele che legherebbe questa amministrazione a una associazione con la quale, nella forma e nella sostanza, Setaro non ha niente a che vedere.

Se quello che ipotizza la consigliera è sostenuto da atti concreti, inutile chiedere le dimissioni: vada direttamente nel palazzo di fronte al Comune e depositi un esposto allegando documenti. Ma i documenti non ci sono perché le accuse di Capecchi si basano sul chiacchiericcio alimentato anche da qualche avvelenatore di pozzi, attività particolarmente virulenta negli ultimi mesi.

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