PISTOIA – Gentile direttore, sono un fedele dell’articolo 21 e ritengo che tutte le opinioni siano legittime.
Mi permetta (il lei lo uso solo perché l’ho, credo giustamente, chiamata direttore) soltanto di smentire una delle (non soltanto sue) affermazioni che ho letto. Ovvero quella che la raccolta di firme a sostegno della candidatura di Giovanni Capecchi è stata promossa da Avs e da Sce.
La raccolta di firme è stata promossa da me e da pochi altri amici liberi cittadini senza sentire o chiedere autorizzazioni a Sce, Avs o a nessun altro. Che poi Sce e Avs sostengano la candidatura di Giovanni è un’altra cosa. Ed è verissimo. E non credo sia una colpa.
E’ stato un errore? Per noi ovviamente no. Per lei sì. Noi lo abbiamo fatto perché le forze politiche rimanevano chiuse nei rispettivi recinti e i nomi giravano a mezzo stampa senza che nessuno avanzasse ufficialmente alcuna candidatura rimandando tutto al tavolo della coalizione. Che è come dire alle segrete stanze.
Il nome allora lo abbiamo fatto ufficialmente noi, facendolo sostenere da esponenti della società civile. Che voglio ringraziare uno ad uno.
Come certo sa a lungo abbiamo resi pubblici soltanto i primi 100, simbolici, nomi. Ma le firme sono continuate ad arrivare a pergiovannicandidato@gmail.com , i giornalisti ci chiedevano se erano aumentate e noi abbiamo voluto dare conto della loro crescita e anche delle tante altre che sono arrivate e dei nomi di tutti coloro che ci tenevano a rendere pubblico il loro sostegno a Giovanni Capecchi.
Ciò non significa affatto che pensiamo che un candidato si debba scegliere a suon di firme. Abbiamo voluto semplicemente dare una sveglia alle forze del campo largo. E quella sveglia ha (parzialmente visto che una decisione non c’è ancora) funzionato. Almeno se ne è iniziato a discutere alla luce del sole e se ne sta discutendo.
E credo che questo sia innegabile. Personalmente da ex militante di partito, non ho niente contro i partiti e sono fermamente convinto che ciascuno debba svolgere il suo ruolo. Noi siamo intervenuti con un appello (e rifiutiamo il concetto che si tratti di lesa maestà) dal basso. Loro sono chiamati a decidere.
Adelante Pedro, certo con juicio. Ma anche in fretta. Il campo largo è in ritardo. La città aspetta. E il famoso programma non è ancora stato presentato. Questo è un vero errore.
E’ uno dei pochi segnali di unità che al momento si poteva dare il centro sinistra ed è il modo di dimostrare che è stato fatto un buon lavoro programmatico e che i partiti non pensano (come qualcuno afferma) soltanto alla poltrona.
Saluti, caro direttore.
Tiziano Carradori
promotore della raccolta di firme a sostegno della candidatura
di Giovanni Capecchi e terzo firmatario
P.S. Credo che, in ossequio alla famosa e mai raggiunta completezza dell’informazione, meriti sia reso noto che nel 2007 Giovanni Capecchi fu allontanato dalla giunta dall’allora sindaco Renzo Berti, che allora aveva me come portavoce, per dissensi sulla localizzazione dell’ospedale. Cioè per una ragione, da me non condivisa, ma precisa e non per chissà quale oscuro motivo o avversione. E personalmente inviterei tutti a non aggrapparsi a ciò che accadde 19 anni fa. In così tanto tempo di cose e idee ne passano, insieme all’acqua, sotto i ponti. Le capacità e il percorso politico, personale, sociale e culturale di Giovanni, restano. Al momento lo testimoniano 730 cittadini pistoiesi. Se fosse candidato a sindaco sono fermamente convinto che lo confermerebbe la maggioranza degli elettori. Al primo turno, come afferma il sondaggio? Questo non lo so. Ma con Giovanni Capecchi il campo largo potrebbe riuscire nell’impresa di riconquistare il Comune di Pistoia. E la città ne guadagnerebbe un sindaco onesto, di ottimi ideali e che ha una visione giusta dello sviluppo di Pistoia e della tutela dei suoi cittadini. A partire dagli ultimi.









