PRATO – “Le cattedre di potenziamento, nate per arricchire l’offerta formativa e sostenere l’autonomia scolastica attraverso progetti che mirano a valorizzare competenze linguistiche, scientifiche, artistiche e digitali, oltre al recupero e all’inclusione, potenziamento logico-matematico, lingua straniera, cittadinanza attiva ed educazione alla salute, si sono trasformate in un paradosso burocratico ed economico che penalizza la didattica e svilisce la professionalità dei docenti”.

È quanto dichiara Luigi Rocca, segretario territoriale della UIL Scuola di Prato, denunciando il fallimento gestionale di una risorsa che avrebbe dovuto essere il motore dell’innovazione scolastica.
“Parliamo di un contingente massiccio di docenti che, sulla carta, dovrebbero garantire progetti di eccellenza per i nostri ragazzi”, attacca Rocca.
“Tuttavia, queste centinaia di posti rischiano di essere assorbiti da una gestione organizzativa che nulla ha a che fare con la didattica”.
Secondo la normativa, il potenziamento viene autorizzato previa presentazione di progetti specifici e delibera del Collegio dei Docenti. La realtà, però, mostra derive preoccupanti.
A rendere il quadro ancora più drammatico è la decisione della Legge Finanziaria che, dal 1° settembre 2026, impone l’utilizzo delle cattedre di potenziamento prioritariamente per le sostituzioni dei docenti assenti.
“È una scelta scellerata che nega la finalità dei progetti – sottolinea Rocca -. I Dirigenti si ritrovano a gestire queste cattedre per compensare i perdenti posto causati dal calo demografico, trasformando docenti qualificati in meri “tappabuchi” per l’intero anno scolastico”.
Le segnalazioni che giungono alla UIL Scuola di Prato da parte dei docenti delle scuole pratesi descrivono un clima professionale degradato. Molti docenti scoprono la propria destinazione al potenziamento, solo dopo la firma del contratto senza nemmeno sapere per quale progetto è stata autorizzata la cattedra.
“Siamo di fronte a un progetto di smantellamento della scuola pubblica statale – conclude Luigi Rocca -. La UIL Scuola chiede che le centinaia di cattedre autorizzate a Prato tornino a servire gli studenti attraverso progetti reali e non per alimentare una burocrazia infinita e costosa. Non permetteremo che l’autonomia scolastica diventi il paravento per tagli occulti e deprofessionalizzanti”.



