di Daniela Belliti
PISTOIA – C’erano proprio tutti, ieri, ad inaugurare il nuovo Centro odontoiatrico, situato nel padiglione Cassa di risparmio dell’ex Ospedale del Ceppo: presidenti e sottosegretarie, assessori e consiglieri/e regionali, sindaco, vice-sindaco ecc. ecc. ecc., la grande coalizione cittadina che pezzo dopo pezzo, aprendo quello o quell’altro servizio, “governa” Pistoia.

Ora chiederete: ma come, non sei d’accordo su questo importante centro destinato a servire 850.000 abitanti dell’area vasta (Pistoia, Prato, Empoli)?
Sì, sono d’accordo sulla scelta strategica di investire sull’odontoiatria come servizio pubblico; finalmente! Dico.
Ma non concordo sulla sua collocazione. Anzi, questa collocazione conferma l’assenza di idee, proposte e prospettive per Pistoia, messa nero su bianco nell’Accordo di programma 2019 sull’area del Ceppo tra Comune, Regione e Asl. Questa collocazione conferma la delega in bianco all’Asl sulla riconfigurazione dei servizi nel territorio pistoiese, una sorta di “sanità on demand” decontestualizzata dai bisogni e dai piani del territorio e dei servizi.
Il territorio pistoiese ha bisogno prioritariamente di una Casa della salute – che non c’è – , di una nuova sede per il Centro Donna – con gli spazi utili alle funzioni di un consultorio – , di un hospice nella sua forma più avanzata e adeguata all’idea di cura per il benessere delle persone.
Questi erano i servizi che avrebbero dovuto trovare posto al Ceppo, in un disegno complessivo di rigenerazione urbana, di riconnessione del Ceppo con la città storica, di riqualificazione della parte monumentale e del verde finanziata da fondi europei.
Nessuno di questi servizi necessari e prioritari per il nostro territorio ha qui ancora trovato posto, e tantomeno si parla di come dovrebbe rinascere l’area del Ceppo dalle macerie delle demolizioni spinte fino al viale Matteotti.
Qui per ora c’è il punto prelievi (come prima), ci sono le cure intermedie aperte in fretta e furia la scorsa estate per l’emergenza Covid, e ora il Centro odontoiatrico, un centro d’area vasta che è stato realizzato senza alcuna informazione preventiva alla città, nessuna discussione in Consiglio comunale.
Chiedo a chi ha deciso questa nuova apertura:
- perché è stata scelta questa sede?
- è stata svolta un’analisi d’impatto di un centro d’area vasta nel cuore della città storica (di traffico, parcheggi, logistica varia)?
- perché non si è pensato a trovare spazio nel nuovo Ospedale San Jacopo, viste anche le prestazioni di chirurgia complessa previste nel nuovo Centro?
- i servizi territoriali originariamente previsti al Ceppo, dove e quando saranno realizzati?
- la parte storica e monumentale continuerà ad essere colonizzata dall’Asl, invece di essere restituita alla sua vocazione artistica e culturale?
Dobbiamo continuare a procedere senza programmazione, e a collocare i nuovi servizi, finanziati dalle tante risorse ora a disposizione, nei vuoti disponibili al momento e dove capita, a prescindere dagli impegni assunti in precedenza e dai percorsi di partecipazione e discussione?
Su questi interventi “a la carte”, privi di pensieri “lunghi”, pare che i rappresentanti della grande coalizione pistoiese siano sempre tutti d’accordo.
Io, no. E ho il dovere di dirlo, qualsiasi sia il costo da pagare









