mercoledì, Settembre 9, 2026

La sanità non è malata, è solo maledettamente inefficiente

PISTOIA – Due anni di pandemia non hanno insegnato niente. E’ l’amara constatazione di Tiziano Carradori che ha affidato a Facebook il racconto delle peripezie di un suo parente.

Tamponi

Alle ore 16 del giorno di Natale, il congiunto di Carradori esegue un tampone rapido, come da protocolli, a 48 ore dall’ultimo contatto con un positivo al Covid.

E scopre di essere anch’egli positivo.

Per precauzione, già da due giorni era isolatissimo dagli altri familiari all’interno della propria abitazione, con una stanza e un bagno riservati e una doppia porta a separarlo dagli altri.

Il dubbio è: anche gli altri familiari devono stare in quarantena? I pareri, anche di sanitari, sono discordanti al riguardo.

C’è poi l’obbligo di notifica alla Asl, l’unica titolata a decidere in merito e ad avviare l’apposita procedura.

“Mi prendo io stesso l’onere di indagare – racconta Carradori – e comunque di notificare la positività. Peccato che i tanto decantati numeri verdi o dedicati stacchino alle 12.30 del sabato, per riprendere il lunedì. Siamo sicuri che, in piena recrudescenza della pandemia, sia la scelta giusta? Per me non lo è affatto. Anzi, occorrerebbe potenziare, informare e provvedere 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Altro che sospensione nei week end”.

E’ pur vero che nei giorni festivi la continuità assistenziale è assicurata dalla ex guardia medica.

“Normalmente – spiega ancora Carradori – il numero suona occupato. E se, dopo vari tentativi si riesce a trovarlo libero, squilla a lungo (io ho abbandonato più volte dopo attese di 20 minuti) senza che nessuno risponda e che qualche disco ti informi di quante chiamate hai davanti e del se e come scorrono. Un servizio davvero pessimo. Anzi, inesistente. Non chiamatela, per favore, continuità assistenziale. È una menzogna”.

Non va meglio con il numero unico nazionale, 1500, con il quale dopo attese estenuanti non c’è mai verso di parlare.

“Ma in che mondo vivete? Ma quale servizio garantite dopo ben due anni di presunta esperienza? – chiede Carradori. Nel nostro caso i congiunti stanno applicando il principio di precauzione, rimanendo in casa. Ma nessuno ha detto loro di farlo. E, se in assenza di istruzioni, andassero a fare la spesa o avessero una normale vita di relazioni? Il virus avrebbe potuto diffondersi attraverso di loro. Quindi vergognatevi, Asl e Ministero, del pessimo servizio che offrite con la connivenza della Regione che dovrebbe dettare regole e disciplinari, e soprattutto, cercate di porre rimedi seri ed efficienti alle inefficienze segnalate. E io pago. In tutti i sensi. I contributi per far funzionare un sistema poco funzionante e le conseguenze delle sue inefficienze”.

Ogni verifica viene rimandata a oggi, lunedì, quando gli uffici riaprono e ai teelefoni qualcuno dovrebbe rispondere.

La settimana inizia già con la difficoltà di comunicare all’Asl la positività del congiunto di Carradori.

Primo scoglio: qual è il numero giusto da fare per parlare con un “umano” in grado di dare indicazioni attendibili? Carradori ha provato con quattro numeri diversi, aspettando pazientemente che qualcuno rispondesse, prima di essere rimbalzato agli altri e riuscire infine ad avere quello giusto.

Tralasciando quelli non utili, il numero da fare è lo 055-5454777.

Ma chi ne avesse necessità e lo componesse, verrebbe informato che il numero è davvero quello giusto, ma del vecchio Ufficio igiene che in realtà è lo 0573 – 352754.

Al quinto tentativo di farlo, trovandolo sempre occupato, Carradori ha optato per lo 0572- 942813 con prefisso valdinievolino che però, se non si dice di abitare a Pistoia, va bene lo stesso.

Problema risolto, quindi? Notifica fatta? No, siamo punto e a capo.

“Parlando con la gentile risponditrice – prosegue Carradori – si ottiene infatti la conferma di ciò che in verità ero già riuscito a sapere: ovvero che senza un tampone molecolare positivo la procedura non può scattare, neppure se uno si autodenuncia. O meglio: non lo fanno autodenunciare. E il mio congiunto, al momento, ha il Covid, ma dispone soltanto di un tampone rapido positivo. Quindi per la Asl il Covid ancora non ce l’ha. E’ l’equivalente di un liberi tutti, per lui e per i suoi familiari. Bontà sua e loro se invece stanno civilmente applicando il principio di precauzione e lui continua a stare isolatissimo e i suoi familiari in quarantena casalinga in attesa di istruzioni in merito al da farsi”.

Il problema è allora di come fargli un molecolare. Nel sistema pubblico risulta impossibile: domenica pomeriggio le disponibilità su Pistoia erano esaurite tutte. Stamani idem. Una domanda sorge spontanea: perché non c’è modo di farsi un molecolare nel pubblico? I tamponi sono ancora introvabili? Improbabile. Sono stati smantellati i drive through? Improbabile. Non c’è abbastanza personale per farli? Improbabile. Eccesso di domande? Forse, ma visto che occorrono al massimo 2 minuti per farli, improbabile che le disponibilità siano esaurite per questo motivo.

“E allora? – chiede Carradori – Volete per favore spiegarci perché il consiglio dell’operatore è di provare a prenotare il tampone collegandosi al sito https://prenotatampone.sanita.toscana.it intorno alle 2 di notte? Ma vogliamo scherzare? Rendete invece disponibili subito i tamponi che servono, e date gli appuntamenti oggi per domani, come promesso. E verrebbe voglia di aggiungere l’interiezione che ha reso famoso De Falco quando parlava con Schettino: cazzo!

Però, insisti insisti, ottieni altri suggerimenti. E dopo i primi due sbagliati, al terzo, ecco la soluzione. Il primo invita ad andare in una farmacia, farsi fare un rapido da loro e, se positivo, ottenere così la mitica notifica alla Asl da parte loro. Non è così. Il secondo è di attivare la Usca acronimo di Unità speciali di continuità assistenziale. Ah, ecco che ritorna la continuità assistenziale che, come abbiamo visto, è come l’araba fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.

Infatti le Usca vengono inviate a domicilio del presunto positivo soltanto in casi estremi, per età avanzata o per grande difficoltà a spostarsi. Già, e quindi se trovassi un appuntamento per un molecolare come potrei fare? Dico al mio congiunto di andarci da solo, a piedi e con la mascherina: giuro, non è uno scherzo, me l’hanno suggerito veramente. Ma se fai notare che abita troppo lontano dal drive through, pare sia possibile portarlo in auto, con un rischio evidente per il guidatore di essere contagiato. Ma il problema non si pone, visto che appuntamenti non ne danno e che prenotare risulta impossibile. E allora, la promessa soluzione? Easy. Facile. Perché non ci ho pensato subito? Avrei risparmiato tempo e mal di fegato. La soluzione è, ancora una volta, il privato. Se prenoti un molecolare nel privato, se risulta positivo ci pensano loro a notificarlo alla Asl e dal quel momento per il mio congiunto scatterebbe la procedura prevista e verrebbe ufficialmente registrato dal Sistema sanitario pubblico. E, ne sono convintissimo, preso in carico. Tanto che forse il successivo tampone di controllo a 7 o 10 giorni (non è chiaro a sentire gli operatori Covid, perché ho ottenuto due risposte diverse) dal primo, forse lo potrà fare gratis.

Quindi, alla fine, gli consiglierò di investire i 90 euro necessari e di prenotare un molecolare presso un centro privato. Poi sarà il privato ad attivare il pubblico. Che a Pistoia stamani sta esaminando le segnalazioni ricevute il 23. Cioè è indietro di 4 giorni (lo dice l’Ufficio di igiene) per ciò che riguarda la presa in carico e il tracciamento dei casi. E io pago, come direbbe invece il principe De Curtis. Chissà se riusciranno mai a raddrizzare queste storture. Potremo contare in una risposta migliore in occasione della quinta ondata? Spes contra spem, direbbe qualcuno. Mai dire mai, per dirla con James Bond. Ma non è una cosa seria, si potrebbe continuar citando. Ma giova fermarsi qui”.

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