di Andrea Mori
PRATO – “Il linguaggio è alla base dei rapporti di genere e, in particolar modo in quello tra bambini e genitori”. Così. l’on. Marco Furfaro al circolo di Maliseti, invitato dai giovani del Pd per parlare sull’educazione all’affettività, all’emotività e alla sessualità nell’ambito della campagna lanciata dal Pd “Ora educazione!”

Erano presenti le rappresentanti e i rappresentanti del Centro Antiviolenza La Nara, Arcigay Prato Pistoia, Comitato Gay Lesbiche Bisessuali Trans + Prato, Intersezioni, La Piazza degli Studenti e di tante altre realtà cittadine. A introdurre e spiegare la proposta di legge nazionale è stata Arjana Salimusaj, responsabile scuola dei GD Prato.
“Due sono stati i passaggi fondamentali nella mia vita – ha ricordato Furfaro -: il primo quando ho conosciuto la mia compagna femminista che mi ha fatto aprire gli occhi rispetto ad alcune espressione linguistiche che utilizzavo ogni giorno come ‘mi sono rotto le palle’, ‘non hai le palle di fare quell’intervento’, perpetrando così un modo di parlare sessista. Il secondo, nascita di mio figlio, che mi ha fatto capire che la violenza si forma anche dal modo in cui veniamo cresciuti ed educati, e questo è un argomento ancora più tabù della violenza di genere. Infatti – ha proseguito il deputato – se dieci passanti assistono ad una donna prendere uno schiaffo da un uomo, di questi probabilmente sette intervengono, mentre se a dare il ceffone è un genitore al proprio figlio probabilmente di quelle dieci sarà soltanto una persona a esclamare ‘ma cosa sta facendo?!’. Ebbene, questo farà capire al bambino che la violenza è un modo per educare. Motivo per cui serve l’educazione all’affettività e all’emotività”.
“La presenza di tante persone all’iniziativa che abbiamo organizzato – spiega Arjana Salimusaj – conferma che il tema dell’educazione all’affettività, all’emotività e alla sessualità è molto sentito e dovrà essere sempre più presente nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado. Sono temi che non possono essere lasciati alla sensibilità dei singoli insegnanti o a quella di amministratori locali illuminati che cercano di sopperire all’attuale vuoto normativo. Abbiamo bisogno di una proposta strutturata, con finanziamenti adeguati, che preveda l’inserimento di metodologie innovative e coinvolgenti per studentesse e studenti, come ad esempio la peer education, affiancata alla professionalità di persone appositamente formate. Vogliamo che ragazze e ragazzi possano avere tutti gli strumenti necessari per affrontare questi argomenti, così come avviene già oggi in tanti altri Paesi dell’Unione europea. La nostra è una battaglia di civiltà”.
“L’educazione all’affettività e alla sessualità e il tema della salute mentale sono trattati ad oggi in maniera sporadica, frammentata e non professionalizzata – dice Niccolò Ghelardini, segretario GD Prato -. Come Giovani Democratici Prato abbiamo elaborato il documento che ha dato vita alla mozione approvata in Consiglio Regionale, divenuta la base di lavoro che oggi il PD promuove in tutto il territorio regionale. Rilanciamo quindi la campagna ‘Ora educazione!’ del PD Toscana è partita nei mesi scorsi e sta dando già buoni frutti in tanti comuni della nostra regione. Da Prato siamo pronti, anche il nostro Comune sia in prima linea per chiedere una legge sull’educazione all’affettività, chiediamo di farsi portavoce a livello nazionale di queste istanze e di essere in prima linea nella promozione dei diritti, della parità, del consenso, della salute mentale, della prevenzione, e lo chiediamo al fianco delle tante associazioni, scuole e realtà del territorio che hanno partecipato all’elaborazione della proposta. Decine di fatti di cronaca devono spingerci a lavorare a fondo su questi temi, uscendo dalla ridicola propaganda della destra sul tema. Ogni istituzione – e il contesto e il dibattito di questo pomeriggio lo dimostra – deve davvero impegnarsi per rispondere alle necessità che le giovani generazioni e i territori già segnalano da decenni”.
Per il segretario del Pd di Prato Marco Biagioni, l’iniziativa ha dimostrato che la città vuole essere un laboratorio riguardo l’educazione all’affettività e all’emotività partendo dalla scuola per poi andare anche oltre. “L’approccio da usare – dice il segretario – è quello tipico della nostra storia e cioè quello di dare protagonismo a tutte quelle realtà associative del terzo settore che praticano tutti i giorni ciò che le istituzioni devono fare riguardo a questo tema”.



