mercoledì, Settembre 9, 2026

La scuola pratese ancora alle prese con la carenza di personale. Intervista a Ilaria Santi

di Andrea Mori

PRATO – Ilaria Santi è assessora all’Istruzione pubblica per il Comune di Prato. Con la fine dell’anno che si avvicina le abbiamo voluto fare qualche domanda per capire che 2023 sia stato per le scuole pratesi. Se da una parte l’anno si è caratterizzato per il positivo completo ritorno alla normalità dopo la pandemia Covid e le restrizioni che si è portata appresso, resta comunque un grande problema per la scuola a Prato: la carenza di insegnanti e personale Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario ndr.). 

Ilaria Santi

“Con un numero consono di personale si riescono a fare molte più cose e fatte meglio – spiega Santi – , detto questo le scuole nuove si possono sì realizzare, ma se in queste ci mettiamo un bidello e mezzo (uno con un turno a 18 ore e uno con 9, ndr), diventa difficile garantire un’offerta formativa adeguata.”

E a proposito di scuole nuove, all’assessora abbiamo anche chiesto dei lavori edili eseguiti quest’anno in diverse strutture scolastiche.

Assessora, com’è stato questo 2023 per le scuole pratesi?

È stato l’anno della ripartenza vero e proprio, è tornata la normalità e i bambini ne avevano bisogno, hanno ripreso a partecipare a tutte quelle che sono le iniziative del Comune e delle associazioni culturali della città. Nonostante la città non abbia una grande crescita demografica la popolazione scolastica comunque non decresce, e il numero di insegnanti e personale Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario ndr.) non è sufficiente e per questo ci troviamo sempre un po’ in sofferenza. Proprio per questo abbiamo mostrato con tutti i presidi di Prato, all’Ufficio Scolastico Regionale, che i numeri degli iscritti nelle scuole non sono mai quelli di settembre-ottobre, perché altri studenti si iscrivono anche a gennaio. Con un numero consono di personale si riescono a fare molte più cose e fatte meglio; detto questo: le scuole nuove si possono realizzare, se però in queste ci mettiamo “un bidello e mezzo” (uno con un turno a 18 ore e uno con 9) – diventa difficile garantire un’offerta formativa adeguata. 

Quali sono le scuole che si trovano in maggiore difficoltà? 

Quelle messe peggio sono diverse perché abbiamo tanti plessi scolastici, per intendersi: l’istituto Gandhi è composto da una scuola media che sono le Zipoli, da tre scuole elementari e da asili. Sono plessi questi che non si trovano tutti nella solita area, tanti bambini sono a Vergaio, molti a Galciana e a Sant’Ippolito. In ognuno di questi plessi è necessario che ci sia personale fisso, non lo si può spostare in qua e in là. Per le nostre scuole statali è importante avere un numero adeguato di custodi che sia calcolato in base al numero di bambini, ma si torna lì, se a gennaio ho un determinato numero di bambini iscritti e poi a settembre-ottobre ne ho un altro (che a volte è anche del 30% in più rispetto ad inizio anno scolastico), la situazione si fa molto complicata. 

Cosa avete fatto per risolvere questo problema? 

Come ho detto, sia con l’Ufficio scolastico provinciale che con quello di Firenze, con tutti i dirigenti abbiamo più volte mostrato, con numeri alla mano, qual’è la situazione, questo però non ha sortito nessun effetto, perché mentre la chiusura delle iscrizioni per il resto del mondo è a gennaio, noi siamo tenuti ad accettare gli studenti che si iscrivono nel corso dell’anno perché si trovano nell’età dell’obbligo. Questa è la più grande sofferenza che ha la scuola a Prato. Purtroppo però son cose che si spiegano male a chi non vive il mondo della scuola, che può pensare: “ma com’è possibile, ci sono tanti supplenti prendete loro”, ma non si può fare perché ci sono tutta una serie di norme che vanno rispettate, norme che però purtroppo non sono rappresentative del numero della nostra popolazione scolastica. 

Come sono proceduti i lavori edili nelle scuole quest’anno? Siete soddisfatti? 

Non posso parlare dell’edilizia scolastica solo per quanto riguarda l’ultimo anno perché una scuola la tiri su in più di 12 mesi, ma posso parlare degli gli ultimi quattro anni e mezzo. Per più di due anni c’è stato il Covid che ha significato blocco dei cantieri, blocco dell’arrivo dei materiali necessari e raddoppio del costo dei materiali. In tutto questo siamo comunque soddisfatti, perché siamo riusciti a realizzare quattro nuovi edifici scolastici per l’infanzia, due aule in più alla scuola media di Iolo Leonetto Tintori, abbiamo ampliato la scuola Poli di Cafaggio e stiamo portando a termine i lavori all’asilo nido Arcobaleno e ultimando le aule al Dalla Chiesa. Abbiamo poi completato l’ampliamento della mensa e dello spazio motorio alla scuola elementare Santa Gonda e terminato l’allargamento di uno spazio motorio alla scuola Antonio Bruni di Casale. Abbiamo quindi fatto molte cose, si è lavorato tanto sugli asili, adesso dobbiamo darci da fare per quanto riguarda il miglioramento delle scuole medie da un punto di vista strutturale, dove devono essere fatti grossi lavori di manutenzione.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

sport prato

ultime dalla regione