mercoledì, Settembre 9, 2026

“La Toscana in Bocca” porta i sapori regionali al Castello dell’Imperatore

PRATO – La Toscana in Bocca torna a Prato per il secondo anno consecutivo con una kermesse di tre giorni all’insegna dei sapori toscani fra tradizione e creatività.

La manifestazione, promossa da Confcommercio Pistoia e Prato e Eat Prato, si svolge quest’anno nella suggestiva corte interna del Castello dell’Imperatore, in pieno centro storico di Prato. Una location d’eccezione per un evento che da sempre unisce passato e presente, tradizione e innovazione, proponendo ai visitatori una serie di degustazioni dove i sapori della cultura enogastronomica toscana vengono spesso “rivisitati” e “riletti” in chiave creativa e contemporanea, senza però snaturare la loro identità.

Il cortile interno del Castello dell’Imperatore di Prato, sede della manifestazione (fotografie di Andrea Capecchi)

Tredici i ristoratori – nove osterie, tre pasticcerie, un cocktail bar – presenti con i loro stand “alla corte dell’Imperatore”, lungo i lati delle mura del castello, mentre il centro del cortile è stato occupato da tavolini per permettere ai visitatori e agli addetti ai lavori di sedersi per degustare i piatti in esposizione, alcuni dei quali ideati per l’occasione.

Una kermesse all’insegna del gusto e della buona tavola, con un percorso alla scoperta delle proposte culinarie di ristoratori dell’area compresa tra Prato e Pistoia, con alcuni “volti storici” della Toscana in Bocca e alcune interessanti “novità” che per la prima volta si sono affacciate a questa manifestazione.

L’obiettivo, come sempre, è quello di valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali e promuovere una ristorazione di qualità e legata al territorio, pur nella diversità e nella varietà delle proposte di ciascun partecipante. Senza dimenticare la solidarietà: la manifestazione rinnova anche quest’anno la collaborazione con la Fondazione ANT per l’assistenza domiciliare ai pazienti oncologici, e nella serata di beneficenza di mercoledì, con la “cena di gala”, ha raccolto quasi 12mila euro da destinare ai progetti promossi dalla Fondazione.

Ma vediamo nel dettaglio le degustazioni presentate dai tredici stand partecipanti alla Toscana in Bocca, che con i loro “assaggi” hanno stuzzicato la curiosità e l’appetito del numeroso pubblico presente alla kermesse.

L’Enoteca Baldovino di Pistoia propone la sua terrina di maialino al latte

Il percorso inizia dal cocktail bar Voronoi di Pistoia che propone un drink al lampone con bitter classico rosso e vermouth rosso dell’opificio Nunquam di Prato, una base di zucchero aromatizzato ad oli essenziali di lampone, arancio e limone. Un cocktail, preparato sapientemente dal bartender Luca Cigna, che si rivela fresco e leggero, ideale come aperitivo, e che lascia all’assaggio un dolce sapore fruttato.

Il ristorante Da Lorenzo di Montecatini ci stupisce subito con un “incontro” tra la zuppa di miso della tradizione giapponese e il cacciucco alla livornese, con un cubetto di polpo in gelatina e morbido di tofu da abbinare a quattro salse disposte all’interno di un piatto. Ogni salsa richiama un sapore del cacciucco: c’è la salsa con nero di seppia e aglio nero fermentato, la salsa di cipolle e vino rosso, la salsa di maionese, clorofilla di prezzemolo e basilico e la salsa ottenuta dai pesci che costituiscono il “fondo” del cacciucco. È un piatto molto complesso e creativo, che “gioca” sull’abbinare il polpo alle quattro salse, con un sapore diverso a ogni assaggio.

L’osteria Triplo di Prato “rilegge” la panzanella toscana presentando un pomodoro fresco sbollentato e ripieno con interno dello stesso pomodoro, pane croccante, peperoni, cipolla agrodolce, cetrioli marinati e basilico: il risultato è un piatto estivo e vegano in cui gli ingredienti della classica panzanella sono inseriti dentro il pomodoro, con un ripieno morbido che esalta il sapore delle verdure.

Un altro grande classico della cucina pratese rivive con l’Operà Art Restaurant di Prato che presenta il “sedano alla pratese” secondo la ricetta tradizionale: costole di sedano scottate e ripiene con carne di vitella, formaggio e mortadella di Prato, fritte in padella e ripassate in una dose generosa di ragù toscano. Restando sempre su Prato, l’Enoteca To Wine rivisita il “cazzottino pratese” con un panino farcito con tonno del Chianti (maiale cotto a bassa temperatura e sfilacciato), giardiniera di verdure della casa, salsa verde e maionese all’alchermes.

La Bussola da Gino presenta la sua tartare di calvanina con verdure

Il ristorante Il Capriolo di Prato propone uno spiedino di carne alla brace composto da salsiccia, pollo e scamerita, con peperone, pane, polvere di cipolla e salsa verde; la doppia cottura con lo spiedino “ripassato” sulla griglia esalta la morbidezza della carne e i granelli di cipolla aggiungono una piacevole nota croccante.

Passando ai ristoratori pistoiesi, l’Enoteca Baldovino presenta un assaggio di maialino da latte cotto, sfilacciato e ricompattato in teglia, servito con una maionese di miele, senape e rosmarino, ravanello marinato e fondo con ossa tostate del maiale. Un altro classico della tradizione regionale è presentato dall’osteria La Bettola di Pistoia: è la versione originale del peposo dell’Impruneta con pepe, aromi, vino rosso, e con la sola aggiunta di una base con crema di patate e curcuma che dà al piatto una nota piuttosto saporita.

Una cucina vegetariana creativa e particolare è racchiusa nel “Lingotto botanico” del ristorante Toscana Fair di Pistoia: una base di crema di pomodoro con formaggio spalmabile, zucchine marinate, origano secco e un gel di barbabietola a guarnizione.

Carne di qualità è invece protagonista del piatto del ristorante La bussola da Gino di Quarrata: una tartare di calvanina con lardo di colonnata, spezie toscane, zucchine profumate al tartufo e glassa di aceto balsamico toscano.

Spazio infine a tre dessert, frutto di ricerca culinaria e abbinamento creativo di ingredienti toscani. Quello presentato dalla Pasticceria Faccendi di Quarrata nasce dall’idea di richiamare all’interno di un dessert al piatto i prodotti tipici di Prato e della tradizione locale. La composizione prevede una purea di sedano che richiama il “sedano alla pratese”, sotto una “pesca di Prato” che ha una bagna al vermouth Nunquam e anice, altro riferimento ai tipici “zuccherini di Prato”. Sopra la peschina c’è una crema chantilly aromatizzata con anice e vaniglia, una cialda croccante e caramellata composta dai cantucci di Prato e di contorno una ganache fondente con scorza di limone e oliva di cioccolato bianco al pistacchio. È un dolce molto “sofisticato” e complesso nella sua descrizione, ma semplice negli ingredienti utilizzati e capace di stupire con una molteplicità di sapori che tuttavia si integrano e si armonizzano bene, lungi dal costituire un semplice “assemblaggio” di prodotti diversi.

Il dessert proposto dalla Pasticceria Faccendi

La pasticceria Nuovo Mondo di Prato ci presenta la sua “Grattachecche al biscotto” con ganache montata alla vaniglia, biscotto di prato sbriciolato, ciliegie cotte nel miele, ghiaccio grattato effetto granita e salsa di vinsanto. Un altro dessert al piatto, rivisitazione in chiave creativa ed “estiva” dei classici cantucci con vinsanto, con l’aggiunta del sapore dolce delle ciliegie e il bel contrasto tra il morbido della vaniglia e il croccante dei biscotti sbriciolati: un dessert ideale per la stagione calda, che lascia un piacevole e fresco retrogusto di vinsanto.

Non può mancare Il Taba dolce di latte di Pistoia con la sua “Coppa dell’imperatore”, pensata per la location di questa manifestazione per valorizzare i prodotti tipici delle zone toscane: un gelato alla crema di anice con brigidino sbriciolato, panna montata, salsa di lamponi, di nuovo petali di brigidino con al centro gocce di lampone.

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