mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, presentato il disegno restaurato del “Crocifisso” di Vivarelli

PISTOIA – La presentazione dell’opera è avvenuta all’Antico Palazzo dei Vescovi con la direttrice di Pistoia Musei Monica Preti, la conservatrice delle collezioni del Novecento di Pistoia Musei Annamaria Iacuzzi, i restauratori Letizia Montalbano e Enrico Biason, la presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze Cristina Acidini e i presidenti della Fondazione Vivarelli professor Giulio Masotti e Ugo Poli.

Il delicato e importante restauro è stato fatto nel prestigioso Opificio delle Pietre Dure di Firenze che ha restituito alla fruizione del pubblico un’opera che si stava perdendo.

Il grande disegno è alto quasi tre metri, fu realizzato dal Maestro nel 1952 come studio per il Crocifisso ligneo della chiesa della Vergine a Pistoia commissionato dall’architetto Giovanni Michelucci, progettista della chiesa, amico e collaboratore di Vivarelli.

Il disegno restaurato del Crocifisso di Jorio Vivarelli

Come hanno raccontato i restauratori, per quest’opera fu adottata una tipologia grafica particolare e inusuale nei disegni su carta; il disegno fu realizzato a carboncino e pastello nero su carta da spolvero avorio per poi essere incollato su un supporto di legno.

Negli anni l’opera si era molto deteriorata, soprattutto nella parte centrale, con distacchi e perdita di colore. Il lungo, paziente, meticoloso restauro ha ricostituito l’integrità della carta e restituito al disegno la luminosità e vivacità del colore anche se quello originario ha risentito del trascorrere del tempo.

I restauratori hanno mostrato le varie fasi del loro lavoro mettendo in risalto la complessità dell’intervento sia per la delicatezza del materiale usato sia per le dimensioni che anche per un laboratorio come l’Opificio delle Pietre Dure non è usuale.

Dello stesso 1952 è un’altra crocifissione, entrambe visibili presso la Fondazione Museo di via Felceti, sulle quali si è soffermata la presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno (la più antica al mondo e il cui primo presidente fu Michelangelo) Cristina Acidini. La studiosa ha fatto l’esegesi delle due figure, di cui peraltro c’è ampia letteratura, interpretando lo stato d’animo dell’Artista nel realizzare i due capolavori che rimandano alle sofferenze patite dal Maestro prigioniero in Germania durante la seconda guerra.

Il disegno è visibile, insieme alle tante opere custodite nella casa-museo, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13.

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