MARESCA – Cinque anni fa la popolazione di Maresca, preoccupata per il ponte, vedendo cadere pezzi di cemento, chiese l’intervento della Provincia che accorse e rassicurò, tramite il suo presidente e sindaco del comune, sostenendo che non era nulla di grave; disse anche che occorreva intervenire per risistemare lo scolo delle acque e i punti in cui si erano staccati i pezzi. Costo dell’intervento stimato in 130.000 mila euro: ponteggio circa 100.000 mila euro, 30.000 mila euro la sistemazione.
Passarono alcune settimane e venne chiusa una carreggiata, il ponte si poteva percorrere a senso unico alternato regolato da semaforo. Un provvedimento, si assicurò, preso solo per motivi precauzionali. Da quel giorno sono passati alcuni anni. Per maggior sicurezza intervenne l’università di Pisa che spiegò come il ponte andasse curato e guarito, allora il ponte venne chiuso e per alcuni giorni vennero fatti carotaggi nel terreno e tutte le verifiche del caso, ma di questo studio nessuno vede niente, anche se chiesto più volte. Poi, di punto in bianco (dopo 4 anni) appare un crono programma di lavori dal costo di 350.000 mila euro e 15 giorni di lavoro, proprio nel periodo turistico; si chiude totalmente la circolazione sul ponte e iniziano i lavori che si fermano dopo una settimana. Il ponte è malato, malato grave, viene comunicato che occorre rifare in toto tutta la parte viaria, tutti i ferri della struttura vanno sostituiti insieme al cemento. Da allora il ponte è mezzo smantellato e chiuso, la motivazione: va rifatto tutto, sia il progetto che il ricalcolo dei costi che adesso arrivano a un milione e mezzo di euro. E qui appare una parola magica “secondo crono programma”, ma non si parla di date né di quali tipi di interventi si prevedano; si parla di quattro mesi e si indica una data: luglio 2023. Poi passa a settembre. Oggi abbiamo saputo da voci che se ne parlerà nel 2024.
Signor presidente vorremo sapere: i soldi ci sono? Il progetto è fatto? La ditta è presente per i lavori o visto che è un progetto nuovo, per legge va rifatto l’appalto? Tempi di inizio e fine lavori?
Il popolo della montagna è stanco di chiacchiere, abbiamo strade colabrodo, ponti tutti pericolanti, la popolazione che scappa e va nella piana, gli abitanti erano oltre settemila prima della fusione e dopo la fusione sempre settemila sono, ditelo alla gente se volete spopolare la montagna almeno se ne fa una ragione
Comitato cittadini San Marcello Piteglio
Giorgio Fabbri, Stefano Spinicci


