di Andrea Mori
PRATO – A Prato il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si chiude con il No al 54,44% contro il 45,56% dei Sì, con un’affluenza del 66,52%. Il risultato, in linea con il dato nazionale, dà al popolo della sinistra maggiore fiducia per le prossime elezioni locali di fine maggio, quando sarà eletto il nuovo sindaco e la sua giunta.

Tempo quindi di valutare le reazioni dei diversi esponenti politici cittadini, ai quali abbiamo fatto la seguente domanda: “Da sempre il centrosinistra è un avversario ostico per i partiti di centrodestra a Prato, questa vittoria netta del No al referendum rende la salita ancora più ripida?”.
Claudiu Stanasel, candidato sindaco della Lega, riconosce la forza storica dell’avversario ma ribadisce che “il punto non è se la sfida sia difficile: il punto è vincerla. Il risultato del referendum merita rispetto, ma non cambia la sostanza politica: le elezioni comunali non sono un referendum nazionale. I cittadini giudicheranno anni di amministrazione, problemi concreti e chi ha una visione chiara per il futuro della città. La partita è assolutamente aperta, e noi siamo pronti a giocarla fino in fondo, per vincere”.
Anche Francesco Cappelli, commissario di Forza Italia Prato, distingue i piani di voto: “Le elezioni amministrative sono un’altra cosa. Qui i cittadini scelgono chi deve governare la città e risolvere problemi concreti: sicurezza, decoro, servizi, sostegno alle imprese. Su questi temi vediamo ogni giorno un crescente bisogno di cambiamento. Non credo che la strada sia più in salita. La partita è semplicemente diversa”.
Matteo Mazzanti, presidente provinciale di FdI, commenta: “Il risultato non condiziona la corsa alle Amministrative perché conosciamo i numeri del centrosinistra sul nostro territorio, si confermano dati che già erano noti. Questa tornata è stata influenzata anche da fattori extra territoriali, le Amministrative saranno una partita diversa con dinamiche diverse”.
Dalle parti del centrosinistra, Carmine Maioriello, coordinatore del Movimento 5 Stelle Prato, legge il No come “la vittoria di tutte le forze progressiste che hanno spinto per il No” e sottolinea che “la sfida per le prossime amministrative diventa ancora più difficile e la strada ancora più in salita” per il centrodestra pratese. Maioriello annuncia che il suo movimento lavorerà da subito sul territorio e chiarisce che eventuali alleanze nel campo largo “si faranno solo se ci sarà convergenza e accoglimento dei nostri temi da parte delle altre forze politiche”.
Per Christian Di Sanzo, segretario reggente del PD di Prato, “siamo di fronte a un voto spartiacque. Meloni e la destra hanno provato a cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza e gli italiani hanno risposto in modo chiaro e netto a difesa della nostra Carta.
Prato ha fatto la sua parte, con il No avanti in quasi tutti i comuni della provincia. A Prato città il No è al 55%, un dato che rispecchia la forza elettorale del campo largo e da cui partiamo in vista delle elezioni amministrative di maggio”.
Alessio Laschi, segretario provinciale Avs, evidenzia il ruolo della coesione: “Tutto il centrosinistra, insieme a sindacati e associazioni, ha lavorato in modo compatto. Questo ha inciso sul risultato e dimostra quanto la coesione sia stata determinante”. Laschi invita a guardare al futuro: “Serve lavorare per la città, mettendo al centro i bisogni concreti dei cittadini e costruendo risposte all’altezza delle sfide che Prato ha davanti”. Anche per il segretario di Avs la sfida per il centrodestra si fa, dopo oggi, più complessa.
Col referendum alle spalle adesso la partita per le comunali è ufficialmente davvero iniziata.



