di Marta Meli
PISTOIA – “Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine”.
Questa è una celebre frase di una delle scrittrici più importanti del Novecento. Ed è con lo stesso strumento, quello della lettura, che si è svolto ieri pomeriggio, alla biblioteca San Giorgio, un incontro dal titolo “La voce intima di Virginia Woolf”.
L’evento, organizzato dagli Amici della San Giorgio e dal gruppo di lettura Passeggiate Narrative, fa parte del ciclo “Donne fuori dal comune, geniali e diverse! La ricostruzione dell’anima dopo il covid: un nuovo rinascimento”.
Le letture e le conversazioni hanno visto la partecipazione di Rossella Chietti (Presidente dell’associazione degli Amici), Caterina Brancatisano (socia dell’associazione degli Amici), Dora Donarelli (attrice e regista) e Tania Ferri (attrice della Compagnia teatrale “Il Rubino”). Queste ultime due hanno recitato le parole su e di Virginia Woolf con una potenza espressiva tale da restituirne la presenza, la voce, il passaggio. E un’immagine sempre più nitida, anche dei luoghi, si è venuta subito a creare nell’atto vivo dell’ascolto.

Una figura, quella di Virginia Woolf, cui è impossibile non prestare attenzione. Se nella sua intima essenza risiedono i contrasti e il caos creativi, l’intera opera dell’autrice (i diari, le lettere, i romanzi, i saggi, gli articoli ecc.) – tra il discernimento, la bellezza e l’ironia – affiora etera, e punge, come l’umidità sulla pelle.
“Con la scrittura, e altresì con la lettura, di Virginia Woolf si può per travalicare la segregazione – ha detto Rossella Chietti – attraverso il vuoto, e al contempo la pienezza degli oggetti, della perdita e dell’abbandono coesistono la forza, la grandezza, la lotta femminista, il coraggio e l’amore che quest’autrice ci dona, in parole, con maestria”.
Nel corso dell’evento sono stati letti alcuni frammenti tratti dai libri di Virginia Woolf, e non solo.
Per quanto riguarda Nadia Fusini, massima esperta della scrittrice, si è letto e parlato di “Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf”: una biografia e un racconto in cui la voce dell’autrice viene ricostruita puntualmente. Si pensa, così, perfino a quell’unità che ha a che fare – come la stessa Woolf ha spiegato in un suo scritto apparso sul New York Herald Tribune il 30 ottobre del 1927 – con l’intreccio tra la personalità (o l’individualità del personaggio) e la verità. Ma anche con quel “potere” segreto, svelato a chi gode del piacere di leggere: quello dell’immaginazione.
Per “Gita al Faro”, riflettendo sul flusso di coscienza e sulla memoria più recondita, Caterina Brancatisano ha fatto un’analisi delle tre parti che compongono il libro e, assieme a una parabola sulla vita di Virginia Woolf, si è soffermata sulle immagini, sul tempo, sui personaggi, sulle emozioni e sulla capacità di sopravvivere, con una promessa, anche alla morte. Woolf ha lasciato che sulla carta accadesse ciò che già era accaduto e ha scritto di quel vuoto sofferto che permeava incessante, fino a renderlo terso e compreso. “Questa scrittrice è vicina a noi in molti aspetti, può dirci molto, specie in questo periodo particolare – ha spiegato Brancatisano – Woolf era estremamente sensibile, poiché non vedeva la superfice delle cose, andava al di là le cose, in profondità”.

Verso la fine dell’incontro è stato mostrato al pubblico presente “Fiori su sfondo nero”, un video-omaggio a Virginia Woolf del 2016. Il soggetto è stato realizzato da Sara Bargiacchi e Carlo Vanni Menichi, mentre la voce e la magnifica interpretazione di Dora Donarelli hanno composto e reso vive, seguendo le immagini, le parole tratte dai manoscritti di Woolf .
Virginia Woolf, come spiega Nadia Fusini, utilizza soprattutto la terza persona per vivere. In tal caso, la vita di chi scrive – per citare una metafora di “Granite and Rainbow” – è simile a un pesce che, immerso nell’oceano, “non può evitare che l’acqua gli entri nelle branchie”. È alimento, nutrimento: chiara linfa vitale.










