mercoledì, Giugno 10, 2026

L’amore per il Pistoia Blues e il nuovo album: intervista a Maurizio Pirovano

PISTOIA – Sabato 2 luglio l’atteso concerto di Marco Masini al Pistoia Blues Festival sarà aperto dall’opening act del cantautore e chitarrista lecchese Maurizio Pirovano, che ha ormai acquisito una certa familiarità con la kermesse pistoiese e a tre anni di distanza dall’ultima esibizione torna per la quarta volta live sul palco del Blues.

Artista versatile dall’anima rock, ma influenzato dalla grande tradizione del cantautorato italiano, Pirovano ha esordito nel 2009 con il suo primo album “Il tempo stringe”, al quale sono seguiti nel corso degli anni altri cinque dischi in studio, con segnalazioni e riconoscimenti presso premi e festival nazionali. Nel 2022 esce “Adesso”, sesto album in studio, dal quale sono stati estratti quattro singoli: un disco caratterizzato da marcate sonorità pop e rock che testimonia la sua avvenuta maturazione artistica.

Lo scorso anno Pirovano ha pubblicato “Ricordati chi sei”, brano che affronta con forza e sensibilità il tema della violenza sulle donne, mentre è di pochi giorni fa, precisamente il 29 maggio, l’uscita su tutte le piattaforme dell’ultimo singolo “Commedia Americana”: entrambi anticipano il nuovo lavoro discografico, dal titolo “Fiori del deserto”, la cui uscita è prevista a breve.

Il cantautore Maurizio Pirovano

In previsione della sua esibizione sul palco del Blues, abbiamo avuto modo di intervistare Maurizio Pirovano chiedendogli alcune curiosità legate alla sua attività artistica più recente, al suo stretto legame con il Pistoia Blues e ai temi affrontati in molti dei suoi testi.

Possiamo ormai dire che al Pistoia Blues sei “di casa”: quali emozioni ti ha trasmesso il suo palco nelle tre precedenti esibizioni, avvenute a intervalli piuttosto regolari nell’arco di nove anni di carriera?

Per me il Pistoia Blues è un “luogo dell’anima”! Ad esso sono legato da tantissimi ricordi sia professionali che umani, ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa, come musicista e come uomo. Ricordo la prima volta con Little Steven, avevo il cuore a mille, non solo per l’emozione di avvicinarmi a un mostro sacro del rock ma anche per la cornice di una piazza unica che ti avvolge con l’entusiasmo del suo pubblico competente e caloroso, sempre pronto ad ascoltare inediti e stili di musica diversi. Robben Ford ed i Baustelle mi hanno dato consapevolezza e insegnato tanto anche nell’approccio ad un palco così importante.

La scorsa estate hai pubblicato il singolo “Ricordati chi sei” in cui affronti il delicato tema della violenza contro le donne, mostrando sensibilità e impegno civile verso un argomento di scottante e drammatica attualità. Qual è stata la chiave per scrivere e comporre questo brano, veicolando un messaggio incisivo senza cadere nella retorica?

“Ricordati chi sei” è una canzone a cui tengo molto, è nata dopo essermi avvicinato a questo cancro sociale che è la violenza contro le donne ascoltando diverse testimonianze di vittime di violenza, sia fisica che psicologica. Spesso si mette l’accento sull’aspetto più visibile della violenza ma ne esiste una ancora più profonda: il controllo, la paura in ogni gesto e in ogni azione. Io credo che la cosa peggiore che un essere umano possa fare a un altro sia proprio quello di impedirgli essere se stesso e di poter vivere la propria vita per come dovrebbe essere vissuta, di questo parla “Ricordati chi sei”.

“Fiori dal Deserto”, il nuovo album di Maurizio Pirovano

Da pochi giorni è uscito “Commedia Americana”, altro singolo che hai definito “una storia di treni persi, di sogni lasciati a metà e distanze difficili da colmare”, e a breve uscirà il tuo settimo album in studio “Fiori dal Deserto”: che cosa ci dobbiamo aspettare da questo tuo nuovo lavoro discografico, sia a livello di sonorità che di contenuti?

Da un punto di vista musicale “Commedia Americana” è l’episodio più rock del nuovo disco con una chitarra graffiante come una lama, protagonista assoluta, sostenendo un testo che definisco “diretto, crudo e necessario” che racconta la non accettazione di una relazione che sopravvive di abitudini e non di slanci. Io credo che un rapporto debba in primis arricchire entrambi altrimenti diventa solo un limite. Per quanto riguarda il nuovo album “Fiori dal Deserto”, lo definirei una raccolta di fotogrammi di un’epoca inquieta, sospesa tra individualismo e bisogno collettivo, dove ogni giorno sembra consumarsi in un continuo stato di emergenza. Ho sentito il bisogno di raccontare questi ultimi anni perennemente “sotto assedio emotivo” e l’ho voluto fare con un suono che non guardasse solo a produzioni d’oltreoceano ma anche a quelle britanniche. Per me il rock ha una funzione terapeutica, perché grazie alla sua energia riesco a raccontare nel modo più vero e diretto le ansie, miste ai torpori, di questa società che sembra ormai disposta ad accettare tutto nel nome della comodità.

Nei mesi scorsi hai preso parte a “Ora Sanremo”, format televisivo ideato da Latlantide e condotto da Joy Cadenasso, e a un evento internazionale a Tirana all’interno dell’Expo del Made in Italy. Che cosa ti porti dietro da queste due esperienze?

Ad “Ora Sanremo” devo molto perché ha contribuito a farmi conoscere a un pubblico che ogni anno diventa sempre più numeroso. Quest’anno ho avuto diverse esperienze fuori confine che mi hanno fatto capire quanto il pop/rock italiano sia apprezzato all’estero, non solo dai nostri connazionali, ma anche da chi magari non ne comprende ogni significato ma ne apprezza le produzioni e la musicalità di una lingua che può raccontare ogni argomento con credibilità.

Per concludere, ci puoi dare qualche piccola anticipazione del tuo live di apertura del concerto di Masini al Blues?

Porterò in anteprima assoluta almeno tre pezzi del nuovo album, oltre a “Commedia Americana” ovviamente, ho voluto fortemente che il pubblico del Pistoia Blues ne fosse il primo fruitore e giudice e sono molto curioso di vedere come le accoglierà, poi ci saranno un paio di pezzi del mio repertorio storico. Sarà comunque una scaletta serrata per scaldare cuori e orecchie prima del grande Marco Masini, un concerto che mi godrò insieme a tutti in una cornice unica.

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