mercoledì, Settembre 9, 2026

Le tarsie del Duomo di Siena nel “libro di marmo” di Marilena Caciorgna

SIENA – È stato presentato nell’Aula Magna del Palazzo del Rettorato il nuovo libro di Marilena Caciorgna sul pavimento del Duomo di Siena, dal titolo interessante e suggestivo: “Un libro di marmo”, con il sottotitolo: “Il pavimento del Duomo di Siena”.

È frutto di studi filologici che hanno visto l’autrice impegnata per più di venti anni e è arricchito da immagini fotografiche che illustrano le preziose “tarsie” del pavimento, “il più bello… grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”, come giustamente lo definì il pittore e architetto Giorgio Vasari (1511-1574).

Marilena Caciorgna durante la presentazione del libro (fotografie di Andrea Dami)

La tarsia è una tecnica che si inizia tratteggiando sopra le lastre di marmo dei solchi che seguono il disegno del “cartone” preparatorio dell’artista, solchi eseguiti con scalpelli e trapani (a mano), un graffito, che poi viene riempito con stucco nero. Questa tecnica ha poi raggiunto una sorprendente perfezione aggiungendo superfici di marmi colorati e sottili sagomati secondo il disegno e accostati insieme come avviene in una tarsia lignea: tecnica che è chiamata “commesso marmoreo”.

I cartoni preparatori per le tarsie furono forniti da importanti artisti, tutti senesi, tranne il pittore umbro Bernardino di Betto (Perugia 1454 – Siena 1513) detto il Pinturicchio per la sua corporatura minuta, autore nel 1505 della Salita al Colle della Sapienza, «una tarsia che, in qualche misura – dice il Prof. Giovanni Minnucci – è l’allegoria della vita, con l’instabilità della Fortuna, le sue avversità, i suoi naufragi e, infine, l’invito a salire sul colle della Sapienza». Questa è una delle cinquantasei tarsie che decorano il pavimento del Duomo e che ha “visto” il lavoro di artisti e di maestri specialisti, intagliatori e capomastri per molti secoli.

La copertina del volume

Ma tornando a Marilena Caciorgna, ricordo che è docente di Iconografia e tradizione classica all’Università degli Studi di Siena e poi svolge anche un’attività di ricerca nell’Ufficio Cultura di Opera Laboratori, oltre ad organizzare anche mostre.

Il contributo scientifico che la Caciorgna ci offre con questo lavoro è una guida alla lettura delle tematiche affrontate, dei simboli e delle numerose iscrizioni a corredo delle tarsie che ricoprono il pavimento del Duomo di Siena, cogliendone il significato più profondo, quello di un cammino di sapienza e di fede, di un’esperienza interiore senza pari, oltre a trattare gli aspetti storico-artistici.

Nel pavimento «una ‘Gerusalemme celeste’ secondo l’intenzione dei committenti e degli artisti – ci dice Marilena Caciorgna – una sintesi tra bellezza esteriore per la maestria raggiunta dagli artefici nella realizzazione delle tarsie e la Sapienza salomonica per i concetti che qui prendono forma all’interno di un complesso programma figurativo».

Ecco che il pavimento del Duomo, come ricaviamo dalla lettura del testo, è, come recita il titolo, Un libro di marmo che, oltre a leggerlo in chiave spirituale, è da vedere, “d’altra parte si tratta di un’opera unica, sorprendente, che non ha riscontri altrove”.

Antonio Federighi, “Sibilla Eritrea” e ingrandito “L’iscrizione sul libro”

«Scrivere un testo monografico è sempre un’operazione complessa e difficile; dedicarlo al pavimento del Duomo di Siena – metaforicamente ‘Un libro di marmo’ – per tutto ciò che questa splendida e ineguagliabile testimonianza d’arte, di cultura, di spiritualità secolare rappresenta, è impresa insieme ardua e meritoria», come ha scritto il Prof. Giovanni Minnucci, Rettore dell’Opera della Metropolitana di Siena.

Dietro alle figurazioni, dietro ai tanti colori preziosi è possibile riconoscere sia motivi filosofici, sia motivi religiosi; una trama di allegorie, di personaggi del Vecchio e del Nuovo Testamento, ma anche del mondo antico come le Sibille e la Cumana. Non mancano neppure i profeti del mondo pagano quali Ermete Trismegisto e filosofi come Socrate, Cratete di Tebe, Aristotele, Zenone di Cizio, Epitteto, Seneca che ci conducono in un viaggio alla scoperta dei valori più alti dell’uomo di ogni tempo e di ogni spazio geografico.

Con questo libro di marmo potremo riconoscere i vari “tasselli” marmorei e narrativi trasformandoli in un percorso interiore, nostro, alla ricerca di una “via giusta” per superare gli ostacoli, le traversie che si incontrano nel cammino dell’esistenza.

In ogni epoca e contesto, religione o pensiero filosofico, da sempre l’essere umano è alla ricerca di un equilibrio interiore, una sicurezza che possa concedere la serenità dell’animo: una pietra quadrata, un porto sicuro, una fonte di salvezza.

Domenico Beccafumi, “Mosè fa scaturire l’acqua” (particolare)

Questo libro di marmo è da leggere dunque anche in chiave simbolica e spirituale e “il Duomo come un libro aperto”, grazie alla sua straordinaria scopertura del pavimento, lo potremo ammirare fino al prossimo 18 ottobre 2023. Da non perdere.

Un libro di marmo – Il pavimento del Duomo di Siena è stato realizzato grazie al progetto culturale di Opera Laboratori ed edito dalla casa editrice Sillabe in due versioni, in italiano e in inglese.

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