di Beatrice Beneforti
PISTOIA – All’iniziativa erano presenti il sindaco uscente Alessandro Tomasi, Federica Fratoni (Pd), Iacopo Vespignani (Pistoia Davvero), Francesco Branchetti (Sinistra ecologista), Alessia Balia (3v), Samuela Breschi rappresentata da Rosanna Crocini (Onda etica).

Apre l’incontro-stampa al Circolo di Legambiente Pistoia il presidente Antonio Sessa, parlando di come sia stato pensato e scritto il programma che Legambiente ha proposto ieri pomeriggio a Monteoliveto ai candidati delle amministrative a Pistoia del 12 Giugno.
Un programma redatto a più mani dopo che i soci si sono resi conto che nonostante il profilo apolitico del circolo, le loro azioni hanno comunque un riverbero politico sulla la città. Il documento quindi è stato mandato a tutte le liste e ai partiti per essere visionato e analizzato prima dell’incontro.
Legambiente, continua Sessa, in questi anni è cresciuta in maniera considerevole acquisendo circa 500 soci e diventando forse il circolo più grande d’Italia.
E’ stata l’occasione per trattare i temi più cari all’associazione che toccano Ambiente, Vivaismo, Sanità, Formazione e Degrado, e nello specifico Area ex Breda, Ceppo e Ville Sbertoli.
Enrico Becchi, si concentra sulle questioni legate al territorio che divide in due macro aree: una legata al settore agroalimentare, l’altra all’ambiente vivaistico. Becchi, propone la certificazione De. C.o (Denominazione Comunale di Origine) per favorire la produzione e l’acquisto dei prodotti locali, incrementando anche il commercio solidale, garantendo la sicurezza e la tracciabilità del prodotto. L’associazione vuole stimolare i candidati ad attivare una rete tale da mettere in contatto il produttore con il cliente, anche sfruttando le mense scolastiche, prendendo come esempio le esperienze di Prato e di Bagno a Ripoli.

La formazione e la consapevolezza sia dei produttori ma anche dei clienti è un punto cruciale per lo sviluppo di questo tipo di mercato ma è ancora largamente ignorata. Legambiente chiede anche di incrementare l’educazione ambientale a scuola e nelle aziende per offrire ai cittadini mezzi semplici per imparare, per esempio, a leggere le etichette dei prodotti, rendendoli acquirenti consapevoli.
Fra i temi proposti anche quello della quotazione in borsa dell’acqua, riemerso più volte nel corso della serata e alla efficienza energetica degli edifici scolastici, esempio tangibile di economia sostenibile.
Legambiente richiama l’attenzione dei candidati anche al rischio idrogeologico che potrebbe creare frane e alluvioni in periferia ma anche nelle zone montane che, oltre a diventare sempre più deserte rischiano, in certe zone, di crollare.
Un altro nodo del documento riguarda le Ville Sbertoli con il quale l’associazione, dichiaratamente contraria al riutilizzo militare del parco, chiede il massimo impegno ai candidati per combatterne il degrado del giardino, tutelandone principalmente gli alberi secolari e degli edifici storici che rappresentano un bene della comunità.
Gabriele Piemonte, responsabile della sezione giovani di Legambiente, si concentra sulle contraddizioni della gestione della raccolta differenziata, nello specifico in periferia, proponendo il riutilizzo dei rifiuti organici trasformati in compost: questo potrebbe far risparmiare tempo e energie agli operatori ecologici.
Dai giovani di Legambiente arriva anche la richiesta della riqualificazione delle piscine Fedi-Fermi. Sulle attività ludico ricreative si sofferma Leonardo Bartoletti che racconta anche la situazione drammatica della montagna dove, dice, non ci sono abbastanza spazi che permettano ai cittadini di aggregarsi. Porta come esempio il restauro dei circoli, che potrebbe essere a carico degli abitanti sfruttando l’occasione anche per fare attività sportiva.

Sulla necessità di mettere al centro dell’economia il mercato locale insiste anche Ginevra Lombardi che chiede ai candidati di porre dei limiti ai meccanismi che ci hanno portato al disastro ambientale e sociale che viviamo oggi.
Molti i temi insomma messi in campo da Legambiente, come terreno di prova di un primo confronto fra i candidati.
E i candidati si sono tutti trovati d’accordo con la linea d’azione proposta da Legambiente e i leader di Onda etica, PD, Forza Italia, Sinistra Ecologista e 3V, uno alla volta hanno preso parola ringraziando l’associazione per gli spunti forniti.
Ne sono emersi spunti comuni per la riqualificazione delle aree citate che rischiano il degrado, anche le nuove strategie per sostituire l’uso dei pesticidi nei vivai e rilanciare l’economia locale fanno da minimo comune denominatore.
Parte da qui Rosanna Crocini (portando i saluti della candidata sindaco per Onda Etica, Samuela Breschi, assente per motivi di salute) e punta il dito sull’uso indiscriminato dei pesticidi, ma giudica anche “imprudente, l’aver venduto i trasporti pubblici a società straniere” che adottano dimensioni dei mezzi non consone a tutte le strade del nostro territorio. Aggiunge poi che Onda Etica ha intenzione di battersi contro la quotazione dell’acqua.
Federica Fratoni, candidata sindaco del Partito Democratico, si complimenta poi con Legambiente per il programma proposto definendolo un vero e proprio programma di governo capace di cogliere l’aspetto ambientale come argomento non più di pochi “ma diventato ormai un grande filo rosso che lega tutti gli ambiti della vita dell’uomo”. Sottolinea poi il suo impegno per portare avanti il lavoro, iniziato da assessore regionale, per intervenire sul rischio idrogeologico.
Dopo aver condiviso le proposte sulla efficienza energetica degli edifici scolastici, Fratoni accenna anche al problema delle Ville Sbertoli che, comprendono sì parti da conservare, ma che, nel loro complesso, hanno anche edifici costruiti intorno alla seconda metà del novecento che potrebbero essere rimossi per risolvere la questione della sicurezza.
Villa Tanzi e Villa Serena, per la candidata del Pd, sono il simbolo di quel posto: la prima rappresenta la memoria collettiva, la seconda invece è stata l’ultima a chiudere e per salvaguarle propone accordi per favorire l’ingresso di imprese sociali, ostelli, housing sociale…
Per realizzare tutto questo, però, bisogna tenere presente che toccherà ridiscutere il programma del Ceppo e delle Sbertoli tenendoli divisi, chiarendo con la Regione che i 18 milioni richiesti, non riusciremo a riprenderli.
Fratoni chiude il suo intervento accennando al possibile uso dei nuovi fotovoltaici che renderebbero Pistoia ancora più sostenibile e al passo con i tempi.
Francesco Branchetti, per Sinistra ecologica, rivendica la sensibilità della sua lista sia sensibile ai temi affrontati e crede che prima di tutto serva semplificare i meccanismi burocratici cercando un equilibro tra leggi e bisogni dei cittadini. Branchetti dice di apprezzare molto lo stile del documento di Legambiente che ha messo in relazione ambiente e ricerca culturale. “Cosa rara da trovare in certe circostanze – ha commentato – visto che spesso si richiede alla politica un intervento tecnico del ‘qui e ora’ senza riflettere sul perché delle cose”. Dice poi di condividere la necessità di avere un turismo slow e si concentra sui rifiuti: e propone, oltre all’abbassamento delle tasse, trasparenza su come i contributi dei cittadini vengono spesi. E anche lui si schiera contro la quotazione in borsa dell’acqua.
“La nostra vita è fatta di limiti”, ha esordito citando l’economista Latouche, il sindaco Alessandro Tomasi. Gli orti urbani, la mensa e i nuovi parchi, dice il sindaco, sono l’esempio concreto di quello che ha proposto Legambiente quando parlava dell’urgenza di creare rete con il mercato locale.
Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, si dice d’accordo sulla ricerca di una efficienza energetica “ma ora bisogna evitare il crollo dei tetti e bisogna mettere in sicurezza tutti gli edifici”.
Tomasi si sofferma anche sui servizi pubblici al centro della città e per questo ha fortemente voluto riportare l’ospedale del Ceppo operativo, almeno in parte.
Accenna poi ai bandi vinti per realizzare una pista ciclabile e sul viviamo crede fortemente che vada indirizzato “verso un mercato green e sostenibile portandoci a conoscenza dell’incremento di fatturati di aziende da quando hanno adottato questa strategia”. Ricorda infine una collaborazione con l’Università degli studi di Firenze alla quale ha richiesto una ricerca sui vivai sostenibili, proponendo cinque vivai differenti dai quali ricavare un prototipo da ricreare a Pistoia.
Ultima candidata che si presenta è Alessia Balia, movimento 3v, entusiasta dell’etica di Legambiente data la natura del suo gruppo nato dall’associazione RIP (Riprendiamoci il Pianeta) negli anni novanta. Da neofita non scende in particolari ma che è fermamente convinta “che ci sia bisogno di questo legame attivo tra politica e associazioni”.
Sono state due ore ricche di stimoli e spunti per migliorare la struttura della città e la tutela della salute dei cittadini.
Alla fine Legambiente si ritiene soddisfatta dell’incontro e spera che questa attitudine al dialogo si mantenga anche con i futuri vincitori politici.









