giovedì, Ottobre 29, 2026

Leggero rincaro per i crisantemi, ma anche il polo floricolo di Pescia paga la crisi energetica

PESCIA – Crisantemi e crisantemine resistono ai rincari e confermano il suo ruolo centrale tra le produzioni del polo floricolo pesciatino. Anche il fiore simbolo della memoria per i defunti non sfugge agli aumenti generali. Ma se la crescita dei prezzi al consumo resta contenuta attorno al 5%, ben diversa è la situazione per le aziende agricole: fertilizzanti, concimi ed energia segnano un’impennata che incide fino al 50% in più sui costi finali di produzione. Un gap che pesa in gran parte sulle spalle dei produttori locali. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Pistoia, in linea coi dati di tutta la Toscana, alla vigilia della ricorrenza dei defunti.

Crisantemi

“Nelle serre pesciatine questi sono giorni di lavoro frenetico per raccogliere a mano, confezionare e spedire i fiori al termine di un ciclo di coltivazione lungo ben cinque mesi – dichiara Coldiretti Pistoia -. La finestra commerciale, però, è ridotta a soli dieci giorni, oltre la quale l’invenduto rischia il macero. Per questo come Coldiretti sosteniamo il tentativo delle aziende di destagionalizzare il fiore, promuovendolo anche per occasioni di festa”.

Sul comparto pesa poi il raddoppio del costo del gasolio agricolo per il riscaldamento delle serre, oltre ai costi aggiuntivi legati al cambio climatico e alla proliferazione di insetti alieni e malattie. “Le imprese pesciatine stanno rispondendo intensificando gli sforzi su sostenibilità, innovazione ed efficienza -conclude Coldiretti Pistoia- per difendere un’eccellenza simbolo della floricoltura provinciale.

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