mercoledì, Settembre 9, 2026

“L’incanto di Orfeo”: a Firenze la celebrazione del mito classico attraverso i secoli

FIRENZE – Negli spazi espositivi di Palazzo Medici Riccardi è in corso la mostra “L’incanto di Orfeo”, a cura di Sergio Risaliti e Valentina Zucchi: una selezione di circa sessanta opere d’arte, fra dipinti, disegni e sculture, che spaziano dall’antichità ai nostri giorni, incentrate sulle più importanti figure della mitologia classica.

Alcune immagini degli spazi espositivi della mostra “L’incanto di Orfeo” a Palazzo Medici Riccardi (fotografie di Nicola Neri/Palazzo Medici Riccardi/Muse Firenze)

Un mito “riletto” e “reinterpretato” a partire dal personaggio di Orfeo, secondo il mito greco figlio della musa Calliope, abilissimo suonatore di lira e patrono delle arti: una figura multiforme e metamorfica, capace di riunire in sé l’elemento apollineo e quello dionisiaco, benefattore dell’umanità e fondatore di un culto misterico, a sottolineare la sua natura di maestro religioso, collante e punto di connessione tra il mondo degli uomini e quello delle divinità.

Sempre secondo il mito, Orfeo fu inoltre protagonista di numerose vicende eroiche, narrate dai poeti antichi: prese parte alla spedizione degli Argonauti salvando in più occasioni i compagni grazie alla sua perizia nelle arti, fu travolto dalla tragica storia d’amore con la ninfa Euridice e godette del raro privilegio di discendere nel regno dei morti per tentare di recuperare la propria amata.

Una figura già celebrata dai mitografi greci e poi citata dai grandi poeti latini Virgilio e Ovidio nelle loro opere, che ben rappresenta e sintetizza la molteplicità, la pluralità e la complessità dei significati del mito classico, dando luogo nel corso dei secoli a numerose varianti e costituendo una fonte d’ispirazione per artisti, poeti e scrittori dell’età moderna e contemporanea.

Non a caso l’esposizione prende le mosse dallo splendido rilievo marmoreo neoattico con Orfeo, Euridice ed Hermes, proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che raffigura il secondo e definitivo distacco del cantore dalla sua amata: un’immagine da cui ha tratto spunto il poeta austriaco Rilke per i suoi “Sonetti a Orfeo”, raccolta poetica nella quale sono presenti alcuni richiami alle dottrine orfiche.

Ma le vicende di Orfeo e il mito classico rappresentano elementi ricorrenti nella storia dell’arte europea, rivisti e reinterpretati nelle opere di Tiziano, Parmigianino, van Honthorst, Bruegel il Vecchio, Rembrandt, Delacroix, Moreau, Redon, Feuerbach, De Chirico, Cocteau, Savinio, Melotti, Twombly e Paladino.

La mostra consente di ripercorrere e attraversare il mito di Orfeo grazie a una ricca selezione di capolavori dell’arte di ogni tempo, in gran parte dipinti ma anche preziosi manoscritti provenienti dalla Biblioteca Riccardiana e dalla Biblioteca Laurenziana, fra cui una versione istoriata delle “Metamorfosi” di Ovidio, di ambito mediceo e annotata da Poliziano.

Non mancano riferimenti alle opere in musica ispirate al mito di Orfeo, evidenziando come esso abbia permeato i diversi ambiti culturali nei tempi ponendosi come figura emblematica non solo della civiltà classica, ma anche di quella rinascimentale, moderna e contemporanea.

La mostra “L’incanto di Orfeo” a Palazzo Medici Riccardi resterà aperta e visibile al pubblico fino al prossimo 8 settembre.

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