PISTOIA – Due libri di recentissima pubblicazione, uniti dal tema del viaggio tra itinerari letterari e incontri con i grandi autori del Novecento.
Mercoledì pomeriggio, in una libreria Lo Spazio gremita di pubblico, Giovanni Capecchi ha temporaneamente “dismesso” i panni di sindaco per raccontare e presentare nella veste di autore i suoi due volumi più recenti, entrambi freschi di stampa: Per le strade di Pinocchio: itinerari letterari nel mondo di Collodi (Il Palindromo, 2026, pp. 144, euro 16,00) e Viaggiando per un quarto di secolo: la letteratura del Novecento attraverso le carte inedite del diplomatico e scrittore Bruno Arcurio (Quodlibet, 2026, pp. 176, euro 16,00).

Due libri diversi ma per molti aspetti simili, in cui il tema del viaggio viene declinato nei suoi molteplici aspetti e significati: quello raccontato da Giovanni è sia un viaggio fisico attraverso luoghi geografici, sia un viaggio letterario e immaginario, che non di rado si concentra nella descrizione e nell’esplorazione di “spazi dell’anima” connessi a biografie di autori e vicende letterarie.
Un pubblico partecipe e attento ha seguito l’incontro, in cui l’autore ha offerto un’interessante ricognizione sulle ricerche compiute, sui libri consultati e sul materiale d’archivio vagliato per ricostruire gli “itinerari letterari” nel mondo di Pinocchio e nella biografia del suo creatore Carlo Lorenzini, e per raccontare la poco conosciuta vicenda del diplomatico e scrittore Bruno Arcurio con le sue “incursioni” nella grande letteratura del Novecento.
Sono storie a torto definite “minori”, ma capaci di aprire squarci nella geografia storica e letteraria del nostro Paese, ora visitando luoghi e percorrendo itinerari con occhi diversi lungo le strade di un’Italia interna e periferica, ora scoprendo con curiosità e meraviglia, attraverso carte inedite, gli incontri, gli aneddoti e le storie di un uomo di cultura e innamorato della poesia che ha “attraversato” il nostro Novecento letterario.
Il volume Per le strade di Pinocchio: itinerari letterari nel mondo di Collodi propone un’esplorazione critica e geografica dell’universo narrativo e biografico di Carlo Lorenzini, in cui l’autore traccia una mappa ideale e materiale che unisce i luoghi reali della Toscana ottocentesca alle ambientazioni fantastiche del capolavoro collodiano, evidenziando il profondo legame tra territorio, esperienza personale e creazione letteraria.

Il testo si articola attraverso una serie di percorsi topografici e concettuali che ripercorrono le tappe fondamentali della vita dello scrittore, a partire da Firenze — città natale e centro propulsore delle sue attività giornalistiche e politiche — fino al borgo di Collodi, punto di riferimento affettivo e fonte di ispirazione per il suo pseudonimo. Un percorso tra luoghi molto noti, come il centro storico del capoluogo toscano, da osservare secondo una prospettiva diversa dall’ordinario, che consenta di seguire anche strade secondarie e di dedicare attenzione a edifici e vie che il turismo tradizionale ignora completamente.
C’è una Firenze inconsueta e tutta da scoprire, c’è la Toscana rurale di Pescia e Collodi, ma c’è anche, in una prospettiva più generale, una Italia interna che conduce il lettore lontano dai luoghi convenzionalmente associati a Pinocchio, fino al paese di Vernante, piccolo centro delle Alpi Marittime in provincia di Cuneo, tappezzato di murales dedicati al burattino e legato alla memoria di uno degli illustratori più importanti di Pinocchio, Attilio Mussino.
L’autore analizza la trasformazione degli spazi geografici in luoghi dell’immaginario, mostrando come paesaggi rurali, osterie, strade polverose e teatri di burattini riflettano la realtà sociale ed economica dell’Italia post-unitaria. Oltre alla dimensione spaziale, il saggio approfondisce le stratificazioni culturali e le fonti letterarie che hanno nutrito la genesi de Le avventure di Pinocchio. Attraverso un’analisi filologica e contestuale, il volume mette in luce la fitta rete di relazioni storiche, gli echi del folklore toscano e i riferimenti alla letteratura d’infanzia dell’epoca. L’approccio dell’autore consente di riscoprire il romanzo non soltanto come un classico per ragazzi, secondo una concezione tradizionale ormai superata, ma come un’opera complessa e fortemente radicata nel contesto risorgimentale.
Il volume Viaggiando per un quarto di secolo: la letteratura del Novecento attraverso le carte inedite del diplomatico e scrittore Bruno Arcurio ricostruisce, mediante una rigorosa indagine d’archivio, l’esperienza umana, diplomatica e letteraria dello scrittore, insegnante e diplomatico Bruno Arcurio (1915-1999).

L’opera analizza un ampio corpus di epistolari, manoscritti e documenti mai pubblicati prima, facendo emergere la fitta rete di relazioni che Arcurio intrecciò con rilevanti figure della cultura italiana del Novecento, e ripercorrendo cronologicamente le diverse tappe della carriera diplomatica del protagonista e dell’attività di promozione culturale da lui svolta all’estero.
I capitoli iniziali prendono in esame l’esordio dell’esperienza diplomatica, partendo dagli incontri alla Scuola Europea di Varese fino alle sedi estere, tra cui spicca Bucarest. In questa fase si consolidano scambi epistolari e relazioni dirette con autori del calibro di Guido Piovene, Ignazio Silone e Piero Chiara, con il quale Arcurio intraprende un lungo e intimo carteggio.
Il volume documenta poi il periodo trascorso ad Ankara, intervallo che vedrà intensificarsi i contatti con intellettuali quali Eugenio Montale, Roberto Sanesi, Giuseppe Dessì, Mario Luzi e Giorgio Bassani. Particolare spazio è dedicato al profondo dialogo epistolare con Leonardo Sciascia, che testimonia la condivisione di riflessioni etiche e letterarie durante gli anni turchi.
La sezione focalizzata sul soggiorno a Praga mette in luce il ruolo attivo di Arcurio nella diffusione della poesia e della cultura italiana in territorio ceco, affiancato da contatti d’eccezione come quello con Federico Fellini. L’ultima parte del lavoro di Capecchi analizza il rientro in Italia, il rapporto maturato con poeti quali Valerio Magrelli e Andrea Zanzotto, e lo sforzo di sistemazione critica della propria produzione.
Attraverso questa ricca documentazione, il saggio offre una panoramica storiografica e critica sul ruolo svolto dalla diplomazia culturale italiana nel secondo Novecento, e la lettura è resa ancor più coinvolgente e piacevole dai numerosi aneddoti e dalle storie raccontate dallo stesso Arcurio nei suoi incontri e nei suoi scambi epistolari con i “grandi” della nostra letteratura del secolo scorso, che egli ebbe modo di conoscere e con i quali intrecciò rapporti di amicizia e collaborazione durante i suoi soggiorni.
Copie dei due libri di Giovanni Capecchi sono disponibili per l’acquisto presso la libreria Lo Spazio di Pistoia.










